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Cronaca giudiziaria

Infiltrazioni nelle proteste dei tir, la procura di Napoli indaga su minacce e intimidazioni

Gli autotrasportatori hanno denunciato pneumatici tagliati e pressioni da parte di soggetti a volto coperto

In Calabria la protesta dei Tir contro il caro carburante proclamata da Fedralog 17 Ottobre 2026, San Lucido, Italia (Foto Luigi Salsini/LaPresse) In Calabria, a protest by hauliers against high fuel prices, organized by Fedralog October 17, 2026, San Lucido, Italy (Photo by Luigi Salsini/LaPresse)

Le proteste degli autotrasportatori si stanno esaurendo lentamente, anche in conseguenza della decisione delle sigle sindacali di sospendere le rimostranze a fronte del tavolo costruttivo riaperto col governo. Ma com’era prevedibile, e come già paventato, nelle proteste sarebbero riuscite ad avanzare infiltrazioni mafiose e questa ipotesi è ora al vaglio della procura di Napoli. Si tratta di indagini disposte in via preliminare, dai cui esiti dipenderà l’eventuale apertura di un fascicolo. Sono stati diversi gli episodi in cui gli autotrasportatori hanno denunciato di avere subito pressioni e, in qualche occasione, anche minacce da parte di persone con il volto coperto. Alcuni autisti hanno raccontato di pneumatici dei camion tagliati.

Intanto questa mattina si è tenuto il Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca. “Noi stiamo cominciando a pagare migliaia e migliaia di imprese, abbiamo ascoltato tutti e rincontrerò tutti, i grandi e anche quelli che hanno un solo camion”, ha dichiarato il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini ma, ha aggiunto, “se continueranno le segnalazioni di minacce, taglio di gomme, sequestri, aggressioni e violenze lì si passa su un altro fronte. Quello non è il fronte dei trasporti e del caro gasolio. Se c’è qualche infiltrazione criminale fra i tanti lavoratori per bene che giustamente protestano, e che noi stiamo ascoltando e di cui stiamo risolvendo i problemi, si passerà all’ordine pubblico”. Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha sottolineato che “c’è una forte probabilità di strumentalizzazione e di infiltrazioni” criminali.

“Non siamo a Bolzano. È normale che la criminalità va dove c’è denaro o dove si pensa possa arrivare e soprattutto c’è chi vuole fomentare”, ha dichiarato il ministro per le Politiche del mare, Nello Musumeci, sottolineando però che l’ordine pubblico non è il suo campo operativo, perché “è una materia che riguarda i colleghi dell’Interno, ma i servizi investigativi hanno accertato che all’interno dei dimostranti pacifici, onesti e responsabili, ci sono presenze di infiltrati che hanno ben altre intenzioni”. Sulle proteste ha però sottolineato che l’obiettivo principale è “che arrivino i farmaci, che arrivino gli alimenti essenziali ai 40 o 50 milioni di italiani che non protestano e che naturalmente non possono essere penalizzati perché se il rimedio diventa peggiore del male, è chiaro che qualcosa non funziona”.

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