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Cronaca giudiziaria

Kaufmann uccise moglie e figlia. “All’ergastolo con isolamento”

Nel giugno del 2025 l’americano sedicente regista ammazzò la compagna e la piccola di 11 mesi. Poi nascose i cadaveri nel parco di Villa Pamphili. La parte civile: “Un piccolo conforto per i familiari”

Francis Ford Kaufmann, accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili durante la prima udienza del processo davanti alla Prima Corte d'Assise di Roma,2 febbraio 2026. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Ergastolo per Francis Kaufmann. I primi tre anni in isolamento diurno per lo pseudo regista californiano. Poche ore di camera di consiglio in Corte d’Assise di Roma per poi leggere la sentenza e mettere la parola fine al duplice delitto di villa Pamphili. Rexal Ford, questa la nuova identità per il 46enne, colpevole in primo grado di duplice omicidio aggravato e occultamento di cadavere, è stato condannato al carcere a vita. La richiesta del pm Antonio Verdi è stata accolta in pieno, contestando a Kaufmann i motivi futili e abietti, la minorata difesa, la relazione affettiva con la donna e la discendenza in relazione alla figlioletta. Anastasia Trofimova, 28 anni, viene soffocata con un cuscino il 5 giugno 2025, la bambina di appena 11 mesi il giorno dopo, strangolata e gettata in un cespuglio. «Era un sabato ed ero di turno - spiega il pm durante la requisitoria - faccio il magistrato da 30 anni ma la telefonata che ho ricevuto quel giorno nessun pm vorrebbe riceverla. Ricordo il sopralluogo nel parco e il corpo della piccola Andromeda, nudo e abbandonato tra le piante, sembrava una bambola. I due corpi erano a distanza di un centinaio di metri, quello di Anastasia sotto un telo».

La famiglia Kaufmann giunge in Italia da Malta qualche settimana prima. L’uomo è in cerca di finanziamenti per produrre un film. Ha già chiesto e ottenuto dal ministero della Cultura italiano 863mila euro del tax credit per un film mai girato di una casa di produzione fantasma appoggiandosi a un produttore italiano. Nonostante il denaro ricevuto ogni mese dalla madre a San Francisco, Kaufmann è accampato da settimane con Anastasia e la bambina nel parco romano. Tra maggio e i primi di giugno i tre vengono fermati per ben tre volte dalla polizia. In una di queste l’americano è appena uscito da una rissa scoppiata in un locale. Un’altra volta viene fermato e rilasciato nonostante avesse una ferita alla testa. La terza Kaufmann è solo con Andromeda, ha già ucciso la moglie. A chiamare il 112 una passante che vede la bimba appoggiata a uno scooter, lui è ubriaco. Anche qui, controllato il passaporto, viene lasciato andare. «Gli agenti non hanno fatto bene il loro mestiere - afferma il pm - se avessero fatto quello che andava fatto forse la bimba sarebbe ancora viva. Si sono fatti incartare da Kaufmann». «Un narcisista e grande manipolatore - aggiunge in aula - ha provato a farlo anche con noi magistrati. Una persona lucida che uccide la bimba perché non può tornare con lei nel suo paese senza il consenso della coniuge, ormai morta». «Lette le motivazioni, valuteremo l’appello. Ci sono diverse lacune», spiega il difensore, Paolo Foti. «Con questa sentenza - aggiunge l’avvocato di parte civile, Mario Angelelli - i familiari possono trovare un piccolo conforto al dramma subito».

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