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Cronaca giudiziaria

La toga che ha liberato Sahir firmava appelli pro Pal. L’ira del centrodestra: “Siamo alla resa delle istituzioni”

Da Forza Italia alla Lega passando per Fratelli d’Italia l’indignazione nei confronti della decisione della gip

Youssef Siher

Lo scoop del Giornale sulla giudice Tiziana Landoni, che ha liberato Youssef Sheri, infiamma il dibattito politico. La giudice firmava appelli pro PAL. I partiti di centrodestra vanno all’attacco. Pietro Pittalis, vicepresidente Fi della commissione Giustizia, affonda il colpo: “Se è vero che le decisioni si rispettano sempre e comunque, qui siamo al paradosso!!! Forse è il caso di approfondire la posizione del giudice che guarda caso firmava appelli pro pal! E non si dica, come ho spesso già messo in evidenza nei miei interventi in Parlamento, che non esiste certa magistratura, sia pure minoritaria, fortemente politicizzata”. Dal fronte dí Fratelli d’Italia rilancia Augusta Montaruli, vicecapo gruppo alla Camera: “È vero che la GIP, chiamata a prendere una decisione sul manifestante pro-palestinese Youssef Siher, fermato sabato, sia una sostenitrice a sua volta militante “pro-Gaza”, al punto da aver firmato il documento ufficiale denominato “Appello dei Giuristi per Gaza”? Vogliamo una risposta a questa semplice domanda per fare chiarezza nei confronti dei cittadini, che giustamente valutano chi fa le norme. Gli italiani vogliono risposte chiare e sicurezza, anzitutto sul fronte della lotta al terrorismo: una battaglia che il Governo sta portando avanti senza alcuno sconto e appannaggio ideologico”. Interviene anche la Lega con il vicesegretario nazionale Andrea Crippa: “Siamo alla resa delle istituzioni: le Forze dell’Ordine rischiano la pelle per fermare i violenti e poi un giudice rimette subito in libertà chi fomenta le devastazioni. È una decisione assurda e inaccettabile, che ignora accuse pesantissime come l’istigazione al terrorismo e il concreto rischio di fuga. Come Lega lo ribadiamo da sempre: c’è un confine nettissimo tra il diritto di manifestare e la violenza di piazza. Scarcerare un personaggio del genere significa spalancare le porte a nuovi disordini e tradire i cittadini che chiedono sicurezza. Se venerdì tornerà il caos nelle piazze, chi si prenderà la responsabilità di questo scempio?”. Duro anche il commento di Maurizio Gasparri, presidente della commissione Affari Esteri della Camera: “Il giudice che ha disposto la liberazione di Youssef Siher aveva in passato sottoscritto un appello pubblico per Gaza promosso da un gruppo di giuristi. Ovviamente tutti possono firmare gli appelli che ritengono e questi due fatti, la firma e la scarcerazione, non hanno nessun collegamento tra loro. Lo dico per convincere me stesso di questa interpretazione dei fatti con grande fatica. La verità è che siamo di fronte a un episodio davvero sconcertante che demotiva le forze dell’ordine. È per questo che non stiamo zitti. Sarà una coincidenza ma è giusto rilevare questa circostanza”

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