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Cronaca giudiziaria

Leonardo3: i giudici danno torto al museo

Il 22 agosto il Tar della Lombardia aveva respinto il ricorso del museo Leonardo3 contro il Comune

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La telenovela del contenzioso tra il Comune e il direttore del Museo Leonardo3, Massimiliano Lisa, è arrivata ai titoli di coda. Con il consiglio di Stato che ieri ha confermato la sentenza del Tar che confermava la validità degli atti con cui si facevano decadere le concessioni d’uso degli spazi nella Galleria Vittorio Emanuele II . Palazzo Marino aveva disposto la decadenza nel luglio 2024 per una serie di irregolarità, in tema di norme antincendio, subconcessione al museo e canoni insoluti.

La sentenza del Consiglio di Stato sottolinea invece come il museo Leonardo3 pagasse all’albergo per i suoi 600 metri quadrati in Galleria il doppio di quello che l’albergo Galleria Vik Milano Townhouse Galleria versava a Palazzo Marino per gli stessi spazi . «Ha messo a disposizione della Leonardo3 s.r.l. una superficie pari a 609 metri quadri come successivamente accertati, compresa nella concessione, tanto che, per il suo utilizzo, l’appellante si è impegnato a corrispondere al Comune euro 315.908,81 annui, così producendo un inequivoco effetto di sub-utenza o di sub-fruizione in favore di quella controparte contrattuale».

Il 22 agosto il Tar della Lombardia aveva respinto il ricorso del museo Leonardo3 contro il Comune relativo alla negazione da parte di Palazzo Marino all’autorizzazione di un’area di accoglienza e accesso per il museo in Galleria Vittorio Emanuele II. Il Comune aveva emesso un provvedimento, impugnato dalla società che l’aveva reputato illegittimo e discriminatorio anche perchè gli spazi dell’esposizione erano stati concessi da Duomo 21 srl. Leonardo3 aveva presentato ricorso e a febbraio 2025 aveva contestato non solo il diniego all’autorizzazione, ma anche altri atti adottati da Palazzo Marino e dalla Soprintendenza, chiedendo al Tar di annullare il provvedimento del Comune. Nella sentenza del Tar si spiegava che i motivi del museo sarebbero infondati e che l’operato del Comune sarebbe corretto. I giudici hanno rigettato il ricorso e disposto la compensazione delle spese di lite tra le parti. «L’area di accoglienza serve ad accogliere visitatori, e enza un portale riconoscibile, Leonardo3 diventa invisibile - aveva tuonato Lisa- . Noi andremo al Consiglio di Stato e continueremo a difendere il museo. Non ci arrendiamo: la cultura non si cancella con la burocrazia».