Emergono dettagli angoscianti sulla morte del giornalista sportivo Luca Esposito. L’autopsia, infatti, ha portato alla scoperta di fumo nei polmoni, cosa che può portare a un’agghiacciante spiegazione: l’uomo probabilmente era ancora in vita quando il suo corpo è stato dato alle fiamme. Questo quanto riscontrato dal medico legale.
L’esame autoptico ha evidenziato come il giornalista sia stato prima di tutto vittima di un brutale pestaggio. In un secondo momento il suo corpo è stato dato alle fiamme, ma è probabile che l’uomo stesse respirando ancora, tanto che i suoi polmoni hanno fatto in tempo a inalare del fumo.
Stiamo comunque parlando di risultati preliminari. La relazione finale dell’autopsia sarà consegnata tra un mese, e grazie al documento sapremo sicuramente di più. Al momento si parla di asfissia meccanica violenta come causa della morte. In sostanza, Luca Esposito sarebbe morto soffocato.
In attesa di informazioni più precise, gli inquirenti stanno cercando di recuperare più elementi possibili per fare luce sulla terribile vicenda. Sappiamo che il cadavere di Luca Esposito è stato rinvenuto in una zona rurale di Eboli nella notte tra il 18 e il 19 luglio. Il 53enne è stato pestato selvaggiamente con un oggetto contundente che i carabinieri stanno attualmente cercando. Può darsi che successivamente i responsabili abbiano cercato di soffocarlo, ostruendo le vie aeree. Poi il corpo è stato dato alle fiamme.
Gli uomini dell’arma stanno cercando anche il cellulare della vittima. Nello smartphone potrebbero esserci preziosi elementi per risalire al movente e ai possibili esecutori dell’omicidio.
Da chiarire anche la questione della moglie. Esposito parlava di una moglie quando era con gli amici. In effetti, al dito anulare sinistro aveva una fede. Tuttavia nessuno ha mai visto questa donna, né ci sarebbero foto di lei.
