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Giù la maschera

Una sobrietà un po’ corta

Non si tratta di tutelare la libertà di una donna, ma il decoro di una carica pubblica

Il capo estivo perfetto anche per le over 60 sono i bermuda: come indossarli

Anni fa, nel nostro primo giornale, l’amministratore delegato, che era una donna, mandò a casa un redattore, che era un uomo, perché arrivò in redazione in bermuda.

Ce lo siamo ricordati ieri quando una donna, il vicesindaco di Livorno, solo per caso del Pd, si è trovata a ricevere moltissimi commenti negativi - da parte di uomini, ma anche di donne - perché si è presentata a un evento istituzionale in shorts. Immediata la sua reazione: «È una barbarie». «Che Paese sessista!». «Era una conferenza stampa importante, invece si è parlato delle mie gambe». «Abbiamo una prima donna premier che preferisce farsi chiamare il presidente» («E cosa c’entra, scusa?», «In effetti un cazzo...», Ah, appunto...). «Colpito il mio corpo, non le mie idee!».

In realtà, caro vicesindaco, non è un problema di corpo, ma di buon senso. Non si tratta di tutelare la libertà di una donna, ma il decoro di una carica pubblica. Non sono le critiche «indecenti», ma il suo abbigliamento fuori luogo.

In Parlamento non si entra in canottiera, «una» premier non riceve una delegazione con l’ombelico a vista, e Lei non va a una conferenza stampa in shorts.

Domanda. Lei entrerebbe in una moschea in top? Risposta: appunto.

Ah. Il suo sindaco, che le era seduto accanto, era in giacca. L’eleganza è unisex e le pari opportunità non sono un optional.

E per il resto, non crediamo che il Paese sia bigotto. Che certa politica sia esibizionista, invece sì.

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