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Cronaca giudiziaria

Mario Roggero resta in carcere: no al differimento della pena

Il giudice di sorveglianza ha rigettato la richiesta dei legali del gioielliere che avevano chiesto il differimento della pena o i domiciliari in attesa di una decisione di Mattarella

Mario Roggero al suo arrivo nel carcere di Bollate a Milano, 17 luglio 2026. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Il tribunale di sorveglianza di Torino ha rigettato l’istanza di differimento della pena per grazia presentata dalla difesa di Mario Roggero, il gioielliere cuneese di 72 anni condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi per avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo che avevano assaltato la sua gioielleria nell’aprile 2021.La difesa aveva chiesto in via principale il differimento dell’esecuzione della pena in attesa della decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla domanda di grazia e, in subordine, la detenzione domiciliare. La procura generale aveva espresso parere negativo.

Con il rigetto della richiesta - presentata dall’avvocato Stefano Marcolini - Mario Roggero resta quindi in carcere.

Nell’ordinanza i giudici osservano che il differimento in caso di domanda di grazia è un’ipotesi residuale, con pochissimi precedenti giurisprudenziali. Per concederlo, secondo il tribunale, sarebbe necessario un fumus boni iuris (parvenza di buon diritto) talmente evidente da giustificare una quasi irrispettosa intrusione della magistratura di sorveglianza in un ambito che costituisce prerogativa esclusiva del Capo dello Stato. Una condizione che i giudici non ritengono presente nel caso Roggero.

Nell’ordinanza viene ricordato che la vicenda resta estremamente divisiva anche a livello di opinione pubblica e che, se da una parte è stata esclusa la legittima difesa, dall’altra non si può misurare la reazione di una persona ingiustamente aggredita con la precisione del bilancino da farmacista, potendosi ipotizzare in situazioni simili uno shock emotivo capace di condizionare la condotta della vittima dell’aggressione.

Ma proprio la presenza di ragioni contrapposte porta il tribunale a escludere un intervento preventivo dei giudici, lasciando alla decisione del presidente della Repubblica l’eventuale modifica, totale, parziale o condizionata, della situazione attuale.Il tribunale osserva inoltre che un differimento potrebbe risultare perfino sfavorevole a Roggero qualora il capo dello Stato decidesse di concedere una grazia soltanto parziale: il periodo di pena sospeso non verrebbe infatti scontato e potrebbe così ritardare il raggiungimento dei requisiti temporali necessari per accedere ai benefici penitenziari.

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