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Cronaca giudiziaria

Nel carcere di Prato trovato un “vademecum” per evitare il trasferimento dei detenuti stranieri nei Cpr

Negli uffici del medico di guardia sarebbero stati trovati appunti con indicazioni per certificare le condizioni di salute dei detenuti stranieri. Fratelli d’Italia ha annunciato l’intenzione di portare il “caso” in Parlamento

Carcere Prato

In Toscana, presso gli uffici del medico di guardia del carcere di Prato, sarebbero stati trovati prescrizioni ed appunti scritti a mano con istruzioni e indicazioni destinate ai sanitari sulle modalità di certificazione delle condizioni di salute dei detenuti stranieri che dovevano essere trasferiti presso i Centri di Permanenza per il Rimpatrio. Una sorta di “vademecum” per evitare il trasferimento degli stessi nei Cpr, in sostanza: lo sostengono Chiara La Porta e Francesco Michelotti, rispettivamente capogruppo in consiglio regionale in Toscana e deputato di Fratelli d’Italia, i quali hanno annunciato l’intenzione di presentare due interrogazioni per fare luce sulla questione.

“Altro che “singoli casi”. Alla Dogaia (il carcere di Prato, ndr) è stato rinvenuto e sequestrato un vero e proprio vademecum, con indicazioni rivolte ai medici sulle modalità per certificare condizioni di salute tali da impedire il trasferimento di detenuti stranieri nei Centri di permanenza per i rimpatri. Non saremmo più di fronte a singole valutazioni mediche, quindi, ma a qualcosa di molto più grave: un sistema organizzato per ostacolare i rimpatri, proprio come ipotizza la procura di Ravenna – ha scritto La Porta in una nota – da tempo denunciamo una sequenza di episodi che merita di essere approfondita. I miei colleghi di Fratelli d’Italia Diego Petrucci, Matteo Zoppini e Jacopo Cellai hanno già sollevato il problema delle sin troppo numerose certificazioni di non idoneità che, a Firenze, hanno impedito il trasferimento nei Cpr di persone destinatarie di provvedimenti di espulsione. La vicenda di Ravenna, con le perquisizioni e gli accertamenti nei confronti di numerosi medici, ha fatto emergere l’ipotesi che possano essere state condivise indicazioni precise per ottenere questo risultato, arrivando a impedire il trasferimento nei Cpr persino di delinquenti conclamati, detenuti per reati tutt’altro che tenui. Ora arriva un elemento nuovo e particolarmente significativo da Prato”.

La Porta ha concluso annunciando un’interrogazione in consiglio regionale, mentre Michelotti porterà l’argomento in Parlamento. “Una valutazione sanitaria deve essere fatta esclusivamente sulla base delle effettive condizioni cliniche della persona – ha chiosato La Porta - chi non condivide le politiche del governo sui rimpatri è liberissimo di contestarle sul piano politico, ma non può trasformare una battaglia ideologica in uno strumento per impedire l’applicazione delle leggi dello Stato. Su questo caso abbiamo già presentato un’interrogazione in Consiglio regionale della Toscana. Ora, grazie al deputato Francesco Michelotti, interrogheremo anche il ministero competente, a Roma, affinché venga fatta piena luce sulla vicenda. La legge vale per tutti e le regole dello Stato non possono diventare facoltative per chi non le condivide ”.

Proprio a Prato, peraltro, Prato nei giorni scorsi Fratelli d’Italia aveva presentato un ordine del giorno per sollecitare l’avvio delle procedure necessarie alla realizzazione di un Cpr in Toscana, regione che attualmente ne è sprovvista. “Direi che bisognerebbe smettere di fare propaganda – il pensiero di Cosimo Zecchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Prato - abbiamo bisogno di attuare politiche di rimpatrio verso chi delinque, perché le nostre città non hanno risorse e modo di fronteggiare la situazione. E questo può avvenire solo tramite i Cpr: il Partito Democratico abbandoni l’ideologia e avvii un confronto su come e dove devono essere realizzate queste strutture. Ma negarne la necessità significa vivere in una realtà parallela”.

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