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Cronaca giudiziaria

“Non riesce a controllarsi”. E lo stalker resta in cella

Il gip milanese Alberto Carboni ha rigettato la richiesta, presentata dalla difesa

Carabinieri

«Molestie e minacce» continue che hanno reso impossibile la vita di una trentenne. Da cui è derivato un«fondato timore» per l’incolumità propria, e delle persone a lei care.

Deve restare in cella il 31enne residente nel milanese, arrestato il giorno di Ferragosto dai carabinieri per avere, stando alle accuse, perseguitato la ex fidanzata. Il gip milanese Alberto Carboni ha rigettato la richiesta, presentata dalla difesa, con l’avvocato Giuseppe De Lalla, di mandarlo agli arresti domiciliari. Per il giudice l’uomo «non è in grado di contenersi in maniera autonoma» e il carcere resta l’unica opzione per tenere la ragazza al sicuro. Tra gli argomenti a sostegno di questa decisione, il giudice ha spiegato che l’uomo è spesso in stato di alterazione alcolica. Avrebbe anche minacciato il personale medico durante un accesso in pronto soccorso lo scorso 11 agosto.

Sentito dal giudice per l’interrogatorio di garanzia, giovedì scorso, pur avendo ammesso parte degli episodi, ha sostenuto di non avere avuto intenzione di fare del male alla ex. Ha detto di non provare «più alcun interesse» per lei e ha anche sminuito la gravità di un episodio riportato nella denuncia, cioè l’averle mostrato un proiettile destinato all’ex fidanzato, dicendo che si trattava di un «souvenir». La sua versione non ha convinto il gip che anzi su questo aspetto si è soffermato spiegando che «non può certo essere sminuito come un fatto di poco rilievo». «Sei una p...», «Ti ammazzo», sono alcune delle espressioni che le avrebbe rivolto nelle ultime settimane. «Aveva un atteggiamento ossessivo e morboso», si legge negli atti. Nell’inchiesta vi è anche un lungo elenco di chiamate sul cellulare, anche su quello del figlio di lei, dopo che lo aveva bloccato. Avrebbe anche inviato una foto intima della ragazza a un familiare. Dopo il rifiuto di un approccio sessuale, l’avrebbe minacciata e poi avrebbe cercato di impedire in ogni modo di chiamare i soccorsi. «Non ho nulla da perdere», sarebbero state le sue parole.

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