Ci sono nuovi importanti sviluppi nell'ambito dell'inchiesta sul violento omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, il ragazzo aggredito a morte lo scorso 26 maggio vicino alla stazione ferroviaria di Milano Certosa: su disposizione della Procura milanese, gli uomini della polizia di Stato hanno arrestato 6 giovani stranieri, un 19enne della Repubblica Dominicana e 5 peruviani di età compresa tra i 18 e i 22 anni, accusati a vario titolo di aver preso parte al delitto in concorso.
L'operazione odierna segna la seconda fase delle indagini portate avanti dalla squadra mobile della Questura di Milano, che avevano consentito il 5 e il 9 giugno scorsi di individuare e catturare i primi due indiziati dell'omicidio, vale a dire i presunti esecutori materiali dell'accoltellamento ai danni di Ibarra.
Dopo questo primo fondamentale traguardo, l'attività investigativa condotta dalla Seconda Sezione "Criminalità Straniera e Prostituzione", che si è focalizzata sull'esame dei video delle videocamere di sorveglianza installate nei pressi del luogo dell'aggressione, sui racconti dei testimoni e su rilievi tecnologici, ha permesso agli investigatori di ricostruire i ruoli di ogni membro del commando, legato alla nota gang dei Latin King.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti si è trattato di un vero e proprio agguato, a cui avrebbero preso parte almeno 17 persone. Il branco ha accerchiato la vittima, che si trovava insieme al fratello e ad un amico, aggredendo il gruppetto con pietre, bottiglie di vetro e coltelli. Nel tentativo di salvarsi, i tre sono scappati lungo la linea ferroviaria: durante la fuga, Ibarra Silvera è inciampato, consentendo così ai suoi aggressori di raggiungerlo. A quel punto i membri della gang lo hanno accoltellato più volte fino a ucciderlo.
Le operazioni di cattura dei nuovi 6 indagati per il delitto, tra cui anche il trapper noto col nome di "Reyomar", sono scattate nel
corso di un'operazione mirata tra le province di Milano e Monza: a risultare determinanti ai fini delle indagini sono state le dichiarazioni rilasciate agli inquirenti da uno dei primi due giovani arrestati lo scorso giugno.