Cambio di strategia per i malviventi che intendono raggirare le incaute vittime per estorcere loro denaro e beni preziosi. A Roma è andata in scena una nuova truffa, e stavolta i criminali stanno usando la paura per le malattie o l’istinto di protezione verso i propri familiari per potersi avvicinare ai loro obiettivi. Stando alle numerose segnalazioni, infatti, nei quartieri più abbienti della Capitale si stanno aggirando falsi operatori sanitari che citofono alle case asserendo di essere impegnati in una campagna di vaccinazione.
Questa originale trovata deriva sicuramente dal fatto che, grazie alle informazioni fornite dalle forze dell’ordine e ai tanti casi finiti sui giornali, gran parte della popolazione ha imparato a riconoscere le varie tecniche dei truffatori. Il problema è che i malviventi non hanno intenzione di fermarsi, dunque elaborano nuove strategie. Ecco quindi che si arriva addirittura ai “vaccini a domicilio”.
A riportare quanto sta accadendo a Roma è il Messaggero, che riporta un episodio che ha visto come protagonista una donna di 88 anni che vive in zona piazza Mazzini, riuscita a smascherare una truffatrice, una ragazza di 20 anni.
Dopo essersi spacciati per tecnici, carabinieri e poliziotti, i criminali sono arrivati a fingersi medici. Cercando negli elenchi telefonici, oppure citofonando direttamente alle abitazioni, i truffatori sfruttano il periodo dell’anno – con i primi malanni – per spacciarsi per operatori sanitari impegnati in una campagna di vaccinazione a domicilio. “Signore, sono dell’ Asl di Roma, in vista dell’influenza stiamo facendo i vaccini. Per venirle incontro possiamo farlo a domicilio. Volendo anche oggi”, è uno dei tanti tentativi di approccio.
Purtroppo qualcuno ci casca, specialmente i soggetti fragili e gli anziani, così i malviventi riescono a entrare in casa e a mettere le mani su qualche ricco bottino. Bastano scuse molto semplici, come la richiesta di un bicchiere d’acqua, per far allontanare la vittima e sottrarre portafogli o gioielli in vista.
Ma non finisce qui, perché i truffatori più organizzati arrivano addirittura a telefonare alle vittime per raccontare di presunti valori sospetti riscontrati nelle ultime visite e invitare a sottoporsi al più presto a ulteriori esami. Dal momento che si vogliono accorciare i tempi d’attesa, si deve necessariamente pagare il ticket: così forniscono l’iban per intascare il bonifico.
Nel caso dell’88enne, per fortuna l’anziana si è resa conto del raggiro e ha immediatamente contattato le forze dell’ordine. Sul posto sono arrivati i carabinieri della compagnia Roma Trionfale, che hanno identificato e arrestato la giovane truffatrice.
