Il doppio binario di Garlasco. Con i destini paralleli di Alberto Stasi, il condannato in via definitiva, e di Andrea Sempio, ritenuto dall’accusa il vero assassino di Chiara Poggi. Nelle prossime ore dalla Procura di Pavia arriverà la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del nuovo indagato, mentre si attende che la Procura generale di Milano sciolga la riserva sull’eventualità di promuovere l’istanza di revisione per Stasi. Un’iniziativa, quest’ultima, che rafforzerebbe la strategia della difesa del condannato, ormai alle ultime battute della stesura dell’istanza formale, con cui gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis chiederanno alla Corte d’Appello di Brescia di riaprire il processo, sulla base delle prove nuove emerse non soltanto nell’inchiesta su Sempio, ma anche a seguito di un’indagine difensiva che avrebbe portato alla luce elementi in grado «di fare scalpore». Elementi che, messi insieme, demolirebbero l’intero impianto della sentenza irrevocabile. In particolar modo una delle architravi del dispositivo
e precisamente la presenza del Dna di Chiara, considerato con elevata probabilità di natura ematica, sui pedali della bici del fidanzato.
A smantellare l’esistenza di quel profilo genetico della vittima ci sono le gravissime omissioni dei Ris di Luciano Garofano, i quali hanno sottratto al procedimento giudiziario il test negativo al sangue e le corse elettroforetiche che avrebbero scagionato Stasi e che oggi sono in grado e di configurare un falso per occultamento. Il dado è tratto, insomma. E tutto sarà presto a disposizione dei giudici di Brescia, probabilmente entro le prossime due settimane. «La nostra istanza di revisione sarà presentata a metà novembre e credo che contenga elementi molto interessanti. Noi puntiamo ad affermare l’innocenza di Alberto Stasi al di là di ogni ragionevole dubbio», ha detto l’avvocato De Rensis, intervistato giovedì da Salvo Sottile a Ore14 Sera, su Rai 2.
Il futuro di Sempio, invece, si deciderà certamente davanti al giudice per l’udienza preliminare, al quale, nei prossimi giorni, la Procura pavese
diretta da Fabio Napoleone depositerà la richiesta di processare l’indagato per lo stesso omicidio per il quale ha quasi finito di scontare la pena Stasi. È proprio su questo che promette battaglia l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Sempio insieme con la collega Angela Taccia. Cataliotti, che da tempo avanza dubbi sull’unicum giuridico di processare un uomo per lo stesso reato per cui un altro è condannato in via definitiva, sempre giovedì sera ha annunciato a Porta a Porta di Bruno Vespa, su Rai1, di essere pronto a sollevare l’eccezione di incostituzionalità davanti al gup. A quel punto il giudice dovrà decidere sull’ammissibilità della richiesta: potrebbe rigettarla e disporre immediatamente il dibattimento per Sempio oppure rivolgersi alla Corte Costituzionale per dirimere la questione, congelando il destino di Sempio fino alla pronuncia della Consulta.
