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Cronaca giudiziaria

Strage di Cutro, la Cassazione conferma 20 anni di reclusione per lo scafista siriano

L’udienza è stata fissata con urgenza data l’imminente scadenza dei termini di improcedibilità. Confermata anche la multa da 3 milioni di euro

strage di Cutro

Si chiude la vicenda giudiziaria principale legata al naufragio di Cutro del 26 gennaio 2023 in cui morirono 94 migranti. Abdessalem Mohamed, cittadino siriano, è stato ritenuto responsabile dell’affondamento del caicco ‘Summer Love’ in quanto scafista. La Corte di Cassazione, in sessione feriale, ha rigettato il ricorso della difesa, confermando la condanna a 20 anni di carcere e anche la multa di 3 milioni di euro già inflitta dalla Corte d’Appello di Catanzaro con la sentenza del 19 marzo 2025. L’udienza è stata fissata con urgenza data l’imminente scadenza dei termini di improcedibilità dell’impugnazione, termini introdotti dalla riforma Cartabia. Il legale di Abdessalem, Vincenza Raganato, aveva chiesto l’annullamento della pronuncia sostenendo l’esistenza di vizi procedurali e carenze motivazionali.

Secondo quanto dichiarato dalla difesa, infatti, il siriano non sarebbe stato tra gli organizzatori della traversata né il comandante dell’imbarcazione, ma soltanto un incaricato di effettuare piccole riparazioni al motore in cambio di un compenso. E questo si lega al fatto che, nella ricostruzione degli avvocati, Abdessalem non si trovava al timone al momento dell’impatto, come già accertato nel processo dell’altro Gun Ufuk. Ma non solo, perché la difesa ha tentato l’estrema carta della corresponsabilità con i militari imputati per il presunto ritardo nei soccorsi, ritenendo che tale circostanza potesse costituire una concausa delle morti. Per questa ragione l’avvocato aveva sollecitato l’acquisizione degli atti del procedimento sui militari ma la Cassazione ha respinto tutte le eccezioni sollevate, rendendo definitiva la condanna.

“L’acquisizione era stata chiesta solo ai fini di una più corretta graduazione della pena, dato che la condotta omissiva dei militari avrebbe comunque influito sul decorso causale degli eventi e quindi si aspirava solo ad un trattamento sanzionatorio più equo”, ha dichiarato il legale dell’uomo all’agenzia Agi. “Nel ricorso avevamo sostenuto che una valutazione più accorta avrebbe imposto un trattamento sanzionatorio più mite, in considerazione di plurimi aspetti mai presi in considerazione dai giudici di merito che hanno sempre e solo parlato di fatti gravissimi causativi di una tragedia immane”, ha concluso l’avvocato.

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