Vent’anni di carcere, a fronte della richiesta della Procura che chiedeva l’ergastolo. È il verdetto della corte d’Assise per Raffaele Mascia (nella foto), 22 anni, accusato di omicidio e tentato omicidio. La Corte gli ha riconosciuto le attenuanti generiche, prevalenti sull’aggravante dei futili motivi e sulla recidiva.
Il 22enne, il 15 febbraio 2025, nella panetteria del padre a Gambara ha sparato a due clienti ucraini, uccidendo Ivan Disar, 49 anni, e ferendo il 26enne Pavel Koresko. Il giovane avrebbe reagito, secondo l’accusa, solo perché infastidito dai clienti ubriachi. Il pm Enea Parodi aveva anche chiesto alla Corte, con i togati Antonella Bertoja e Sofia Fioretta, di trasmettere gli atti per le presunte dichiarazioni false del padre dell’imputato. Istanza non accolta. Dalle indagini non risultava che il 22enne, come invece lui aveva raccontato, fosse stato minacciato di morte. Mascia è difeso dall’avvocato Daniele Sussman Steinberg. Prima del verdetto l’imputato ha dichiarato: «Mi sono sentito schiacciato, ho avuto paura di non farcela, me li sono trovati addosso, ho perso la testa, mio padre è anziano. Non sono un pazzo né un killer. Mi spiace, prenderò tutto ciò che arriva e non butterò la vita, mi rimetterò in gioco se potrò». Riconosciute provvisionali per i familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Marco Negrini, e per il ferito.
