C’è un’altra coppia che attende di sapere il proprio destino, dopo che all’ospedale San Paolo di Napoli è stato impiantato per errore un embrione appartenente ad altri genitori. Con una gravidanza che, a giugno 2025, ha portato alla nascita di una bambina che non ha, come è stato scoperto solo in seguito, il dna dei suoi genitori. I due, raccontano al Giornale, si sono rivolti al centro di procreazione medicalmente assistita all’ospedale pubblico la scorsa estate.
Dopo il primo impianto di embrione, che sfortunatamente non ha attecchito, sono tornati nel centro che gli aveva dato appuntamento qualche mese dopo, a settembre. “Abbiamo trovato il reparto chiuso”, è il loro racconto. “Ci hanno detto che i nostri blastocisti sono stati trasferiti all’ospedale di Pozzuoli”. La coppia prova a chiedere anche nell’ospedale campano, ma qui ottiene un nuovo no come risposta. È a quel punto che si rivolge al tribunale, tramite un avvocato di fiducia, per chiedere di riavere il proprio materiale. Ma all’udienza convocata per via urgente viene spiegato che gli embrioni fecondati non possono essere riconsegnati, proprio perché è in corso una riclassificazione e riorganizzazione degli embrioni in seguito al caso della bambina nata dopo l’errore dell’ospedale sull’embrione. “Viviamo in un limbo”, spiega la coppia al telefono. Vogliamo assolutamente riavere i nostri embrioni: a quel punto ci rivolgeremo a una clinica privata. Anche noi abbiamo un orologio biologico, e il tempo per noi è prezioso".
Dagli ispettori del ministero, sarebbero 25 le coppie trattate nello stesso periodo. Ma secondo la coppia sentita dal Giornale, quella bambina non può essere loro. “Non è possibile a livello di tempistica”, anche perché per l’appunto la piccola è venuta alla luce a giugno 2025, proprio mentre loro stavano iniziando le procedure di impianto.
