Una vita unica diventata anche filmografia: si è spento a 80 anni nella città di Rante, in Galizia, Marcos Rodríguez Pantoja divenuto famoso nel mondo per aver trascorso oltre un decennio assieme a una famiglia di lupi diventando, in tutto e per tutto, uno di loro.
Un’infanzia difficile
Nato nel 1946 da una famiglia povera, sin da piccolo Marcos è stato tutt’altro che fortunato. La madre morta quando era molto piccolo, i maltrattamenti subìti. Il padre pare che lo abbia venduto a un pastore che viveva nella Sierra Morena. Poco tempo dopo, anche l’unica persona che lo accudiva e gli dava da mangiare è venuta a mancare, per il giovane non c’è stata altra scelta che “unirsi” in tutto e per tutto alla natura, in questo caso al mondo animale.
L’incontro con i lupi
Sembra impossibile da credere ma ecco che è diventato, pian piano nel tempo, parte di una famiglia di lupi che lo ha adottato come fosse uno di loro dopo un’iniziale e logica diffidenza. Marcos, in poco tempo, ha imparato il linguaggio del mondo animale: dagli ululati ai fischi fino al richiamo agli uccelli o a richiamare i cervi. Quando aveva fame, la famiglia andava a cacciare procurandogli il cibo. “Vivevo insieme ai lupi, ero uno della famiglia”, è stato uno dei racconti che ha fatto quando era in vita ricordando quella esperienza.
Il ritorno nel mondo degli umani
Nel 1965, però, fu ritrovato dalla polizia spagnola che lo ha riportato alla realtà degli esseri umani ma per Marcos non fu affatto semplice, tutt’altro. Dopo 12 anni trascorsi ad essere in tutto e per tutto un lupo, è stato molto complicato riabituarsi al linguaggio umano e a interagire nella società rispettando le regole della vita che gli sono state insegnate come fosse la prima volta.
“Io stavo molto bene, non sapevo che cosa fossero i soldi, ma il cibo non mi mancava”, raccontava ricordando con estrema nostalgia quel tipo di esperienza di vita. Purtroppo, però, anche la “seconda vita” di Marcos non è stata facile: nuovi abusi, maltrattamenti, persone che non lo hanno capito e viceversa. Il mondo dei lupi gli è sempre rimasto dentro, non ha mai dimenticato o accantonato quegli anni che si è sempre portato dietro.
La vita in un film
Però, al suo ritorno tra le montagne per andare a trovare la sua famiglia di lupi, questi non lo riconobbero più. Era trascorso troppo tempo, quegli anni lontano dal branco lo avevano “umanizzato” troppo. Nel corso della vita, Marcos ha raccontato la sua esperienza e si è sempre sentito molto legato ai bambini, tanto da andare nelle scuole e nei campi estivi portando la sua esperienza e trovando un equilibrio migliore.
“Accarezzate di più i vostri animali domestici, perché i dispositivi si collegano soltanto alla corrente, mentre gli animali domestici chiedono affetto”, raccontava ai più piccoli. Una storia del genere non poteva che diventare film: nel 2010 debutta nel grande schermo con “Entrelobos”. Anche di fronte agli studiosi di questo caso, Marcos non ha mai fatto mistero di quale vita sia stata, per lui, la migliore. “La mia vita più felice è stata con i lupi”. Non a caso, poi, un’altra risposta lapidaria quando ha avuto una casa tutta sua in Galizia. “Mi sono abituato a questa vita, anche se è peggiore dell’altra”.
