È trascorso oltre un mese da quando, il 31 luglio, 80.000 persone sono entrate irregolarmente a Ceuta. Un’invasione senza precedenti che il governo di Pedro Sanchez ha colpevolmente sottovalutato, rendendo anche noto di aver risolto la crisi in 48 ore, per poi proclamare lo stato di emergenza nazionale alla fine di agosto. Oggi Ceuta è una polveriera, la sicurezza in città è un lontano ricordo a causa della presenza massiccia di stranieri irregolari per le strade. Stupri, rapine, violenze e vandalismi attanagliano l’exclave spagnola che chiede un intervento massiccio del governo, che però ha le mani legate: ha promesso all’Ue che non porterà in Spagna gli irregolari arrivati a Ceuta ma a Ceuta gli stessi non possono stare perché non ci sono abbastanza centri e lo spazio a disposizione è ridotto. Si parla di migliaia di persone ancora in città, tra 5.000 e 8.000, anche se i residenti sostengono siano oltre 10.000, considerando quelli nascosti nei boschi.
In queste ore un migrante marocchino irregolare è stato arrestato a Ceuta, perché accusato di aver minacciato di accoltellare un militare impegnato nei servizi di pattugliamento. L’episodio è avvenuto ieri pomeriggio, quando militari del Gruppo di Regolari dell’esercito, impegnati nei controlli, sono stati allertati da un cittadino della presenza nella zona di un migrante che stava minacciando passanti con una mazza. Quando è stato raggiunto dalla pattuglia, un militare si è avvicinato ed è a quel punto che lo straniero ha estratto il coltello. I soldati hanno chiesto il rinforzo della polizia e gli agenti lo hanno arrestato. Altri due marocchini sono stati arrestati dalla polizia locale di Ceuta per attacco e resistenza a pubblico ufficiale. Si tratta di due quarantenni, che mentre in città si svolgeva la manifestazione riprendevano i residenti e li sbeffeggiavano. A quel punto gli agenti si sono avvicinati per capire cosa stesse accadendo e sono stati spinti via.
Ma c’è un caso che sta facendo clamore a Ceuta, ossia la morte di un cucciolo di delfino. Secondo alcuni testimoni, che hanno registrato dei video nell’exclave, un gruppo di migranti avrebbe notato il cucciolo mentre nuotava nei pressi della riva e lo avrebbe catturato. Portato fuori dall’acqua, sarebbe poi stato colpito in testa con un bastone e quando due cittadini si sono avvicinati per interrompere le presunte sevizie, l’animale è stato rimesso in acqua. Tra chi è intervenuto per provare a salvare il delfino c’è anche un operatore di Ecoservicios, che in quel momento si stava occupando di pulire la spiaggia del Trampolin, dove da settimane i migranti hanno costruito il loro accampamento. L’associazione Daubma ha sporto denuncia alla Guardia Civil per la morte del delfino, considerando che in Spagna esiste il reato contro la fauna protetta.
