L’attrice premio Oscar Susan Sarandon è stata arrestata a New York durante una protesta pro-palestinese organizzata davanti al palazzo delle Nazioni Unite, poco prima del discorso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Insieme a Sarandon sono state arrestate anche le attrici vincitrici di un Emmy Cynthia Nixon e Hannah Einbinder, che hanno preso parte alla manifestazione. Alla protesta ha partecipato inoltre l’attore Elliot Page. Gli arresti sono avvenuti nel corso della manifestazione, organizzata in concomitanza con la presenza di Netanyahu alle Nazioni Unite.
La protesta e gli arresti a New York
La polizia di New York ha iniziato a fermare i manifestanti pro-palestinesi che avevano bloccato alcune strade nei pressi dell’Onu mentre si avvicinava l’intervento di Netanyahu. Tra gli arrestati figurano anche Zohra Mamdani, consigliera del sindaco di New York alla quale era stato recentemente negato l’ingresso in Israele, Linda Sarsour, Desiree Guzman Zavala, vincitrice delle primarie democratiche per il Congresso, e Chelsea Manning, ex analista dell’intelligence statunitense divenuta nota per la diffusione di documenti riservati attraverso WikiLeaks.
L’impegno di Sarandon sulla questione palestinese
L’arresto arriva dopo anni di prese di posizione pubbliche di Sarandon sulla questione palestinese. Nelle scorse settimane l’attrice aveva raccontato di essere stata penalizzata professionalmente per le sue posizioni sulla politica israeliana. A Venezia ha dichiarato che alcuni film non le vengono proposti e che, secondo quanto riferito, alcune agenzie avrebbero invitato i registi a non affidarle ruoli. Sarandon ha però aggiunto di sentirsi accolta in diversi progetti internazionali. Sarandon, Nixon ed Einbinder hanno inoltre partecipato a iniziative pubbliche sul tema e figurano tra gli artisti che hanno aderito ad appelli per un cessate il fuoco e per gli aiuti umanitari a Gaza.
I precedenti arresti dell’attrice
La storia di Sarandon nelle proteste e nella disobbedienza civile risale a diversi decenni fa. Il Los Angeles Times ha ricordato che l’attrice era già stata arrestata in precedenti iniziative legate a cause come la protesta contro la guerra in Vietnam, la lotta contro la condizione dei senzatetto e la difesa di teatri storici di New York. Nel marzo 1999 fu arrestata a New York durante una manifestazione per la morte di Amadou Diallo, 23enne immigrato dalla Guinea ucciso da quattro agenti della polizia nel Bronx. Sarandon fu accusata di condotta disordinata e rimase in carcere per circa sette ore; le accuse furono poi ritirate. In quella giornata furono arrestate 219 persone. Il 28 giugno 2018 Sarandon fu nuovamente arrestata a Washington durante un sit-in contro la politica migratoria dell’amministrazione Trump e la separazione dei bambini dai genitori al confine con il Messico. Quel giorno furono arrestate 575 persone. Dopo il rilascio, l’attrice scrisse sui social: “Sono stata arrestata. Resto forte. Continuo a lottare”. L’8 maggio 2023, infine, Sarandon fu arrestata ad Albany, nello Stato di New York, durante una protesta della campagna One Fair Wage per chiedere salari più alti per i lavoratori che ricevono mance. La polizia arrestò otto manifestanti dopo che avevano bloccato il passaggio nell’atrio del Campidoglio. Sarandon fu rilasciata lo stesso giorno con l’ordine di comparire in tribunale. Nel gennaio 2020 l’attrice partecipò invece alle proteste climatiche di Jane Fonda a Washington, ma non fu arrestata. Il 10 gennaio furono fermati, tra gli altri, Joaquin Phoenix e Martin Sheen, mentre la polizia comunicò 147 arresti.
