Attimi di terrore in uno zoo del Cambridgeshire, in Inghilterra, dove un bambino di tre anni è finito nel recinto dei coccodrilli dopo essere stato lanciato oltre le protezioni da un uomo di 30 anni. Il piccolo stava osservando gli animali da una passerella sopraelevata quando, secondo gli investigatori, è stato scaraventato da un'altezza di circa quattro metri e mezzo. La scena, avvenuta davanti a numerosi visitatori, ha lasciato sotto choc i presenti, molti dei quali non sono riusciti a trattenere le lacrime mentre assistevano alla drammatica corsa per salvare il bambino.
L'arresto per tentato omicidio
La polizia del Cambridgeshire ha arrestato un uomo di 30 anni originario del Norfolk con l'accusa di tentato omicidio. Secondo gli investigatori, il sospettato non avrebbe alcun legame con il bambino né con la sua famiglia. Dopo il fermo, l'uomo è stato rilasciato su cauzione fino al 18 settembre. Le indagini proseguono e gli agenti stanno raccogliendo testimonianze e immagini per ricostruire con precisione quanto accaduto all'interno dello zoo.
Chi è il 30enne arrestato
Alcuni media britannici riferiscono che il 30enne soffrirebbe di disturbi mentali e che si trovasse nella struttura nell'ambito di una visita organizzata. Secondo le stesse fonti sarebbe stato accompagnato da un assistente al momento dei fatti. Le autorità non hanno confermato ufficialmente queste informazioni, ma hanno precisato che l'uomo è stato giudicato non idoneo a sostenere un interrogatorio subito dopo l'arresto.
La caduta da oltre quattro metri
Il dramma si è consumato all'interno della serra tropicale dello zoo Johnsons of Old Hurst, nei pressi di Huntingdon. Il bambino sarebbe precipitato dalla passerella e avrebbe impattato inizialmente contro una superficie in cemento prima di finire nell'acqua del recinto. La violenza della caduta potrebbe aver causato gran parte delle lesioni riportate dal bambino, ma gli investigatori stanno cercando di stabilire se vi sia stato anche un contatto diretto con gli animali.
Il gesto eroico che ha evitato la tragedia
A fare la differenza è stato il coraggio di Tracey Johnson, proprietaria dello zoo insieme al marito Andy. Secondo numerose testimonianze, la donna non avrebbe esitato neppure un istante. Resasi conto della gravità della situazione, si sarebbe precipitata all'interno del recinto per raggiungere il bambino e portarlo rapidamente al sicuro. Un intervento che molti testimoni hanno definito decisivo. Chris Newman, direttore del National Centre for Reptile Welfare e conoscitore della struttura, ha elogiato pubblicamente il comportamento della donna. "Conoscendo Tracey, non mi sorprende affatto che abbia reagito in questo modo. È una donna estremamente coraggiosa. Si è comportata in maniera incredibilmente eroica", ha dichiarato. Ha poi aggiunto: "Si tratta di un dislivello di circa quattro metri e mezzo. Scendere così velocemente e riuscire a salvare il bambino è stato un gesto di straordinario coraggio".
Il mistero delle ferite
Il piccolo è stato trasportato d'urgenza all'ospedale Addenbrooke di Cambridge, dove i medici hanno diagnosticato la frattura di un braccio e del bacino. Le sue condizioni vengono descritte come critiche ma stabili. Resta però da chiarire un punto fondamentale: il bambino è stato ferito esclusivamente dalla caduta oppure è stato anche aggredito dai coccodrilli? Per il momento non esistono conferme ufficiali. Gli investigatori stanno analizzando ogni elemento disponibile per ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto.
Nel recinto vivevano alcuni dei rettili più pericolosi
L'area in cui è precipitato il bambino ospita numerosi coccodrilli e alligatori, compresi alcuni esemplari di grandi dimensioni. Tra questi figurano due coccodrilli del Nilo, Romeo e Cuddles, che superano i tre metri di lunghezza e rappresentano tra gli animali più imponenti presenti nella struttura. Secondo l'esperto Chris Newman, se il bambino fosse caduto nelle immediate vicinanze di uno degli animali, una reazione aggressiva sarebbe stata molto probabile. I coccodrilli sono ben nutriti e non mi aspetterei che tentassero di mangiare un bambino, ma certamente potrebbero mordere chi cade vicino a loro. Anche un solo morso sarebbe stato devastante", ha spiegato.
"Impossibile che sia caduto accidentalmente"
Uno degli aspetti che più colpiscono gli investigatori riguarda il livello di sicurezza del recinto. Secondo gli esperti e i residenti della zona, le protezioni presenti renderebbero praticamente impossibile una caduta accidentale. Il recinto è circondato da passerelle sopraelevate, recinzioni e barriere progettate proprio per impedire qualsiasi contatto tra i visitatori e gli animali. "Non si può semplicemente cadere all'interno dell'area. Per finire laggiù bisogna essere lanciati oltre le protezioni", ha affermato Newman. Anche alcuni residenti e rappresentanti locali hanno sottolineato come la struttura sia dotata di numerose misure di sicurezza, tra cui barriere e pannelli protettivi che renderebbero estremamente difficile l'accesso accidentale al recinto. Proprio il livello di sicurezza dell'area è uno degli elementi che hanno portato gli investigatori a concentrarsi fin dall'inizio sull'ipotesi di un gesto volontario compiuto dall'uomo arrestato.
Lo zoo chiude la serra tropicale
Dopo l'incidente, la direzione della struttura ha deciso di chiudere temporaneamente l'area che ospita i rettili. Andy Johnson ha diffuso una breve nota per esprimere vicinanza alla famiglia del bambino.
"I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con il piccolo e con la sua famiglia. Per rispetto nei loro confronti, la serra tropicale rimarrà chiusa fino a nuovo avviso. Il resto dello zoo continuerà a essere aperto", ha dichiarato.