Il governo spagnolo prova a spostare la crisi migratoria sul piano europeo. Dopo le tensioni legate alla pressione dei flussi verso Ceuta, il premier Pedro Sanchez ha inviato una lettera alle istituzioni di Bruxelles chiedendo la convocazione urgente di una riunione dei ministri dell’Interno dei 27 Stati membri.
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Sanchez scrive a Bruxelles per riunione urgente dei ministri Interni
Nella missiva Sanchez esprime la sua “seria preoccupazione” per la “recente reazione che alcuni governi europei hanno mostrato” di fronte alla crisi migratoria che coinvolge l’enclave spagnola di Ceuta.
Il presidente del governo spagnolo sollecita quindi un confronto immediato tra i responsabili degli Interni dell’Unione europea con l’obiettivo di “stabilire una risposta comune” all’emergenza.
Nella lettera, inoltre, il premier ribadisce un principio che considera fondamentale: “La sicurezza dei nostri confini esterni è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri, e non solo di quelli sulla prima linea dell’Unione”. Un messaggio con cui Madrid chiede un maggiore coinvolgimento dei partner europei nella gestione della pressione migratoria alle frontiere meridionali dell’Ue.
Nella lettera, poi, Sanchez ricorda che 50.000 migranti sono entrati a Ceuta in maniera irregolare e inaspettata all’inizio della settimana e che “in meno di 48 ore” il governo spagnolo “è riuscito a ripristinare completamente il controllo della frontiera” dell’exclave in Marocco, ha fornito “un’ampia assistenza umanitaria”, ha rimpatriato “praticamente tutti i migranti entrati irregolarmente” e ha impedito “qualsiasi spostamento non autorizzato verso l’Europa continentale”. “Tutto ciò è stato realizzato in coordinamento con le autorità marocchine e con un supporto minimo da parte di altri Stati europei”, scrive il premier.
Sanchez ricorda il caso Lampedusa
Il premier spagnolo, poi, sottolinea che la Spagna ha perseguito “una politica migratoria efficace basata sulla solidarietà”, che ha consentito di ridurre drasticamente gli arrivi irregolari e di diventare, pur essendo ”l’unico Stato membro con una frontiera terrestre con l’Africa", la “seconda frontiera esterna più sicura dell’Ue”. Ricorda inoltre che Madrid ha aiutato altri partner europei, accogliendo migranti arrivati attraverso la Bielorussia nel 2021 e a Lampedusa nel 2023.
“Stop a Schengen dettato da ignoranza o interessi politici”
Ancora, nella lettera inviata a Bruxelles Sanchez definisce “piuttosto asimmetrica” la reazione Ue sulla crisi a Ceuta. “La maggior parte” dei governi “ci ha mostrato sostegno e solidarietà, offrendo assistenza”, scrive. “Altri, invece, hanno scelto di attaccare la Spagna e di chiedere l’esclusione temporanea dall’area Schengen. Un simile atteggiamento - dettato da pregiudizi, disinformazione, ignoranza o interessi politici -non solo è contrario al diritto europeo, al diritto umanitario e ai principi di solidarietà che ci uniscono, ma anche “agli interessi a lungo termine dell’Europa e al più elementare buonsenso”, aggiunge in riferimento alla decisione di Roma senza tuttavia citare l’Italia.
“Ceuta non fa parte dello spazio Schengen poiché non vi sono quasi migranti irregolari non rimpatriati e poiché la Spagna è, secondo Frontex, uno dei confini esterni meno permeabili dell’Unione europea, con un numero di ingressi irregolari pari alla metà di quello registrato, ad esempio, in Italia negli ultimi anni(2021-2026)“. Per questo Sanchez chiede alla presidenza irlandese di convocare “con la massima urgenza” una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno, affinché l’Ue definisca una risposta comune e riaffermi che “la sicurezza delle frontiere esterne è una responsabilità condivisa da tutti gli Stati membri, e non solo da quelli in prima linea”.









