Nelle ultime settimane a Ceuta sono sbarcate anche le Ong tedesche e, stando ai racconti dei residenti e dei media locali, ci sarebbero numerosi problemi legati alla loro presenza. Nei giorni scorsi la polizia ha annunciato di aver arrestato due attivisti perché, stando alla loro ricostruzione, avrebbero fomentato i migranti ad attaccare gli agenti. Ma ora da Ceuta arrivano anche altre notizie in merito alle organizzazioni non governative.
Diversi esponenti di una Ong tedesca, come riferisce El Faro de Ceuta, risultano infatti identificati nell’ambito delle verifiche sulla distribuzione agli immigrati di ordigni artigianali atti a provocare deflagrazioni e rilasciare sostanze gassose. Tali dispositivi sarebbero stati forniti a soggetti entrati irregolarmente sul territorio nazionale durante l’invasione dello scorso 30 luglio. Questi ordigni sarebbero stati utilizzati anche nei giorni scorsi contro i manifestanti spagnoli che, ogni sera, scendono in spiaggia per chiedere il ripristino delle condizioni di sicurezza dell’exclave ma anche contro la polizia.
Gli accertamenti sono scattati a seguito dell’acquisto coordinato e su larga scala di acido muriatico e fogli di alluminio presso i punti vendita della zona. Questi elementi, assemblati all’interno di normali bottiglie di plastica, generano reazioni chimiche e la conseguente saturazione di gas e anche le fonti investigative hanno confermato all’agenzia Efe che alcuni di questi ordigni sono stati lanciati proprio contro i cittadini scesi in piazza per protestare. Tutto questo mentre la Ong tedesca Mission Lifeline, che gestisce anche una nave che porta i migranti in Italia, distribuisce cellulari gratuitamente sulla spiaggia agli irregolari.
Dopo una prima fase dedicata alla somministrazione di pasti, la Ong ha fiutato la possibilità di andare oltre e ha esteso le proprie attività fornendo supporto per i collegamenti telematici, alimentando in modo evidente il fenomeno del pull factor e l’attrazione di ulteriori flussi verso la spiaggia, che le forze dell’ordine cercano di liberare. Se le istituzioni continueranno a tollerare che gruppi privati operino con queste modalità, Ceuta rimarrà in balia dell’anarchia, condannando i propri cittadini a pagare il prezzo dell’immigrazione incontrollata e della complicità ideologica dell’accoglienza a tutti i costi
