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Cronaca internazionale

“Era tutto sotto controllo”. Ma ora Madrid chiede aiuto all’Ue per la crisi di Ceuta

Dopo settimane di rassicurazioni, la Spagna chiama in causa Frontex, Europol e l’Agenzia Ue per l’asilo per gestire migliaia di migranti ancora presenti nell’exclave

epaselect epa13190329 Migrants wait outside temporary shelter set up at Loma Colmenar in Ceuta, Spain, 25 August 2026. Spain faced a massive migration crisis after thousands of people crossed into the North African enclave of Ceuta from Morocco in late July 2026. EPA/Reduan

Madrid dovrà fare chiarezza su Ceuta perché da un mese si rincorrono versioni spesso contrapposte. Nelle 48 ore successive all’invasione degli 80.000 immigrati irregolari che sono riusciti a sfondare il confine dell’Unione europea e di Schengen, entrando nell’exlave, il governo socialista di Pedro Sanchez dichiarava urbi et orbi che la situazione era stata risolta, che l’Italia aveva esagerato con la chiusura di Schengen e che, anzi, grazie al supporto del Marocco tutto si era risolto. Una versione alla quale la sinistra italiana si è aggrappata pur di attaccare il governo Meloni.

Ma già dalle prime ore questa versione non sembrava avere particolare attinenza con la realtà, perché le voci che arrivavano da Ceuta dicevano tutt’altro e, infatti, tutt’oggi ci sono almeno 5.000 irregolari che vagano per la città terrorizzando i residenti. Ma secondo le fonti interne sono anche di più. E la Spagna, dopo aver proclamato lo stato di emergenza per la sicurezza nazionale, che è risaputo si attiva quando la situazione è serena, ora ha chiesto aiuto all’Unione europea per gestire la crisi migratoria di Ceuta. Nello specifico, il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha chiesto l’intervento di Frontex, Europol e dell’Agenzia Ue per l’asilo per accelerare il triage e l’identificazione e la gestione delle pratiche dei migranti ancora presenti nella città autonoma. Secondo quanto riferisce il ministero dell’Interno in una nota, la richiesta è stata inviata alla direttrice generale di Migrazioni e Affari interni della Commissione, Beate Gminder.

La lettera di Marlaska risponde all’offerta di assistenza avanzata dalla Commissione europea il 21 agosto, dopo la forte pressione migratoria. Madrid aveva già sollecitato il 24 agosto oltre 32 milioni di euro di aiuti europei per far fronte all’emergenza attraverso i fondi Ue per asilo, migrazione e gestione delle frontiere. È evidente che a Ceuta non va tutto bene ma il mondo intero lo sa da un mese. Nell’exclave dopo il 30 luglio non è tornato nulla al suo posto, eppure il premier Pedro Sanchez ha trascorso 20 giorni di vacanza alle Canarie, consigliando libri e playlist musicali come se nulla fosse accaduto. Un estremo tentativo di dimostrare che la situazione di Ceuta, dopo tutto, era sotto controllo. Ma tutti i problemi ora vengono al pettine e mentre il governo ha atteso la fine dell’estate per intervenire in maniera decisa, considerando che il premier riferirà alle Camere solamente ai primi del mese, a Ceuta i ristoranti non aprono perché la gente ha paura a uscire di casa.

“La situazione è rimasta complicata e nel caso si è ancora più complicata, ma faremo una valutazione serena mettendo in equilibrio costi e benefici di una misura di questo tipo, e ragioneremo il giorno stesso della chiusura che è il 31 agosto”, ha spiegato il ministro Matteo Piantedosi a La Piazza di Affaritaliani a Ceglie Messapica. “Da parte nostra non c’è mai stata alcuna volontà di mettere in campo uno scontro con il governo spagnolo o con la Spagna come Paese. Noi abbiamo adottato quella misura e ci siamo anche un po’ stupidi del clamore che ne è nato. È una misura adottata centinaia di volte da quando esiste il trattato di Schengen, non è un blocco vero e proprio ma si tratta di ripristinare dei controlli”, ha aggiunto il titolare del Viminale. Quanto fatto, ha aggiunto il ministro, è sul “presupposto di quello che hanno visto tutti, cioè 80mila persone entrate in poche ore. È il classico caso da manuale di protezione delle frontiere esterne dell’Europa e quindi abbiamo attivato questa misura cautelare per un mese. Leggo delle relazioni e dei bollettini per cui a Ceuta la situazione sarebbe tutt’altro che migliorata. Si tratta di un numero variabile tra le 5 e le 10mila persone presenti lì, quasi tutte non identificate, e c’è qualche notizia di agenzie di intelligence spagnole che hanno lanciato l’allarme di soggetti entrati con una caratterizzazione jihadista. Ma rimettiamo queste valutazioni agli organi ufficiali”.

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