Una bambina irachena sposata a undici anni, altre di dodici già coniugate con uomini adulti. Sono alcuni dei casi documentati dalle autorità del Baden-Württemberg, dove dal 2012 soltanto otto matrimoni minorili sono stati annullati con sentenza definitiva. Altre 350 pratiche, registrate tra il 2015 e il 2026, sono state chiuse senza un annullamento definitivo. Un quadro che solleva interrogativi sulla tutela dei minori e presenta lacune nel monitoraggio, a partire dalle conseguenze sulla frequenza scolastica.
I dati emergono dalla risposta del governo regionale - guidato dai Verdi in coalizione con la Cdu - a un’interrogazione dei deputati dell’Afd Nikolaos Boutakoglou ed Emely Knorr. A fornire le cifre è il ministero dell’Interno del Land, sulla base delle informazioni raccolte dal Regierungspräsidium di Tubinga, l’autorità amministrativa competente per questi procedimenti.
Come riporta il Welt, tra gli otto matrimoni annullati figura quello di una bambina irachena di undici anni con un connazionale diciassettenne, sul quale è intervenuto un provvedimento nel 2020. Nel 2018 era stata annullata l’unione tra una quattordicenne afghana e un connazionale trentenne. Gli ultimi due annullamenti riportati risalgono al 2024: riguardano una sedicenne tedesca sposata con un pakistano di 25 anni e una sedicenne siriana con un connazionale di 27.
Ancora più ampio l’elenco delle pratiche chiuse con esiti diversi dall’annullamento. Tra i 350 casi figurano, nel 2020, una dodicenne afghana sposata con un diciottenne. Nel 2022, una dodicenne siriana con un connazionale di 28 anni. Nel 2023, una dodicenne afghana con un connazionale ventunenne. Le tabelle riportano inoltre diversi matrimoni che coinvolgevano ragazze di tredici e quattordici anni. Le età indicate sono quelle al momento delle nozze.
La chiusura dei procedimenti senza annullamento, precisa il governo regionale, può dipendere da circostanze differenti: il decesso di un coniuge, il raggiungimento della maggiore età, la decisione di non procedere all’annullamento oppure una nuova celebrazione del matrimonio all’estero. Non significa, quindi, che tutte le 350 unioni siano ancora in essere. Ulteriore dettaglio: al momento non risultano procedimenti giudiziari di annullamento pendenti.
Un altro punto riguarda il rapporto tra matrimoni forzati e abbandono della scuola. I deputati avevano chiesto quanti studenti, dal 2010, fossero stati costretti a sposarsi e avessero successivamente smesso di frequentare la scuola nonostante l’obbligo scolastico. Il ministero dell’Istruzione regionale ha risposto che questi dati non vengono raccolti. E mancano anche informazioni sui Paesi nei quali sono state celebrate le nozze: l’ufficio di Tubinga registra soltanto gli elementi rilevanti per i procedimenti di annullamento, in particolare età e cittadinanza dei coniugi.
L’interrogazione era stata presentata dopo la pubblicazione, a luglio 2026, di un vademecum dell’organizzazione Terre des Femmes sul pericolo dei matrimoni forzati durante le vacanze, rivolto anche agli insegnanti. La risposta delle autorità restituisce ora un quadro preciso sui procedimenti amministrativi, ma incompleto sulle conseguenze per i minori coinvolti.
