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Cronaca internazionale

Gli spari nella notte al rave dei ragazzi. Morta un’italiana. “Ipotesi terrorismo”

Movente sconosciuto. L’assassino, in fuga, ha usato un fucile d’assalto. Tra i 5 feriti, due connazionali

Terrore Agenti di polizia mettono in sicurezza l'area intorno all'ippodromo di Schachen ad Aarau, in Svizzera dove un uomo ha sparato con un fucile d'assalto mentre era in corso un rave

È un’abruzzese di 22 anni, Maria Spinelli, 22enne originaria di Città Sant’Angelo, l’unica vittima finora accertata della sparatoria sulla folla che ha drammaticamente concluso l’Aarauer Rave vol. 7, un party di musica techno che si è svolto nella notte tra sabato e ieri allo Pferrderennbahn, un capannone accanto all’ippodromo di Aarau, capoluogo del cantone di Argovia.

La sparatoria è avvenuta attorno alle 2,30, mentre l’evento si avviava alla conclusione e molti dei partecipanti (gli organizzatori parlano di 3.500 persone) avevano già lasciato lo spazio. Gli spari sono stati uditi distintamente dai presenti, che inizialmente hanno pensato a dei fuochi artificiali di fine evento. Quando è stato chiaro che non si trattava di esplosioni festose, è iniziato il fuggi fuggi generale. I presenti si sono riparati dove hanno potuto, chi dietro il palco dove poco prima si esibiva la dj Henri Bergmann, chi dietro i frigoriferi per le birre. Maria, da qualche tempo residente in Svizzera per lavoro, è stata la meno pronta o forse semplicemente la più sfortunata ed è caduta sotto i colpi di arma da fuoco. «La ragazza è deceduta sul posto a causa delle ferite riportate», ha reso noto Pascal Wenzel, portavoce della polizia cantonale argoviese, aggiungendo che «quattro uomini e una donna, di età compresa tra i 24 e i 27 anni, sono ricoverati in ospedale con ferite di gravità variabile, da lievi a gravi». Due di essi sono italiani che però ieri pomeriggio erano già tornati a casa. Il capo del dipartimento federale degli Affari Esteri della Svizzera, Ignazio Cassis, ha rivolto al ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani le condoglianze e ha offerto piena e immediata assistenza.

Non è chiaro chi sia stato a fare fuoco, quanti siano stati gli sparatori e con quante armi e quali siano stati i motivi. Di certo si sa che, come riferisce il capitano di polizia Matthias Schildknecht «sul luogo del delitto sono state rinvenute munizioni appartenenti a due diverse armi. In primo luogo, bossoli calibro 9 mm, tipicamente utilizzati nelle pistole, e in secondo luogo, bossoli di un altro tipo, calibro 5,54 e 9 mm, come quelli usati nelle armi lunghe, ad esempio i fucili d’assalto». La polizia cantonale non esclude nessuna pista, dall’atto di follia al regolamento di conti fino all’attacco terroristico, anche se, secondo il portavoce della polizia cantonale Bernhard Graser questa pista è resa meno probabile dal fatto che la sparatoria sia avvenuta mentre il rave era ormai in fase di chiusura.

Subito è scattata la caccia all’uomo nel cantone e in tutta la Svizzera. Aarau si trova a una ventina di chilometri dal confine con la Germania e per questo le indagini si stanno svolgendo con la collaborazione della polizia tedesca. Non ci sono descrizioni degli attentatori, non si sa se si tratti di una sola persona o di un piccolo commando né se i responsabili siano fuggiti a piedi o con un veicolo. Secondo la polizia, durante la sparatoria sarebbe stato esploso «un numero consistente di colpi». I partecipanti al rave party ancora presenti sul posto dopo la sparatoria sono stati riuniti in una palestra e interrogati. Si tratterebbe di poco più di cento persone. L’area è stata isolata per consentire i rilievi. Sono state effettuate ricerche di tracce e testimonianze e la presenza della polizia è stata rafforzata con pattuglie armate, convogli e mezzi blindati nelle strade di Aarau.

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