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Cronaca internazionale

Il terremoto dell’ultradestra e il “problema” di Merz: cosa può fare il cancelliere

Il risultato di Sassonia-Anhalt non mette immediatamente in discussione il governo federale, ma apre una fase delicata per Berlino

Merz e Siegmund

Notte difficile a Berlino. Il problema di Friedrich Merz, dopo il voto in Sassonia-Anhalt, ora non è soltanto la sconfitta della CDU. È capire che cosa racconti quella sconfitta sulla sua stessa strategia politica.

Il risultato è netto. L’AfD ha conquistato il 43,8% dei voti, mentre la CDU si è fermata al 17,2. Il partito di Merz non ha conquistato nemmeno uno dei 41 collegi uninominali: nel 2021 ne aveva vinti 40. In 38 collegi ha prevalso l’AfD, mentre i restanti tre sono andati alla Linke nelle aree urbane di Magdeburgo e Halle. Un dato difficilmente riducibile a una normale alternanza regionale. E la sola “Brandmauer” contro l’AfD non basta a rispondere alla crescita dei nazionalisti.

Quando Merz si candidò per la prima volta alla leadership del suo partito nel 2018, disse che avrebbe dimezzato il consenso elettorale dell’AfD. Ma ora non può risolvere il problema semplicemente spostando la CDU più a destra. Nei giorni precedenti al voto aveva escluso una collaborazione sia con l’AfD sia con la Linke in Sassonia-Anhalt, sostenendo che non esistesse una base comune sufficiente. Il risultato elettorale non ha modificato, almeno per ora, questa posizione.

Ed è proprio questo uno dei primi vincoli con cui il cancelliere deve fare i conti. L’AfD ha vinto, ma non dispone della maggioranza assoluta. La formazione del governo regionale diventa quindi complessa perché CDU, SPD, Verdi e Linke hanno ribadito di non voler collaborare con il partito di Ulrich Siegmund. Ma per Merz la difficoltà è più ampia: deve impedire che la crescita dell’AfD trasformi la CDU in una forza che la rincorre sul suo terreno per recuperare gli elettori perduti.

Per ovviare a quello che il Die Zeit ha già ribattezzato come “Merz problem”, il cancelliere dispone di un terreno sul quale può intervenire direttamente: l’azione del governo federale. La coalizione è già chiamata ad affrontare dossier politicamente sensibili, dalla riforma delle pensioni alle questioni economiche. Alla fine di agosto il governo aveva discusso proprio della riforma previdenziale e Merz aveva aperto alla possibilità di periodi transitori sulla fine della pensione senza penalizzazioni dopo 45 anni di contributi.

Il problema politico è che, dopo il voto di Sassonia-Anhalt, ogni difficoltà della coalizione rischia di avere un costo maggiore per la CDU. Non è detto che questa strategia sia sufficiente a fermare l’AfD. Ma è il terreno sul quale il cancelliere può intervenire senza modificare la linea di principio sulla collaborazione con la destra radicale.

Il risultato di Sassonia-Anhalt pone anche una questione interna alla CDU. La dimensione della sconfitta non riguarda soltanto la percentuale nazionale del partito. Riguarda la sua capacità di competere nei Länder orientali. Questo significa che la questione non può essere liquidata come una semplice perdita di voti proporzionali. Merz registra tassi di sfiducia elevati tra l’opinione pubblica tedesca, penalizzato da una percezione di distanza e da scarse valutazioni sulla sua leadership, in particolare tra le donne.

La sorprendente vittoria dell’AfD mette ora Merz sulla graticola. I membri della CDU avevano già perso fiducia nella sua leadership, i suoi bassissimi indici di gradimento nei sondaggi stanno completando l’opera. La richiesta di un cambio di leadership potrebbe rivelarsi assordante, soprattutto se la CDU dovesse subire una disfatta anche nelle altre elezioni regionali. Osservato speciale Hendrik Wüst, presidente della CDU del Nord Reno-Westfalia. Classe 1975, amplierebbe il consenso del suo partito, soprattutto tra le donne.

Il cancelliere tedesco si riunirà oggi con il suo partito per discutere e analizzare la pesante sconfitta. Il calendario, infatti, non concede molto tempo. Il 20 settembre sono previste le elezioni regionali a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania. Se l’AfD dovesse confermare la propria forza anche in quelle consultazioni, la sconfitta di Sassonia-Anhalt smetterebbe definitivamente di apparire come un episodio isolato.

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