Il tentato dirottamento del volo FlyDubai continua a essere al centro delle indagini internazionali: il ritorno della Jihad dei cieli ha scosso gli apparati di sicurezza per la possibile riemersione di una strategia che sembrava ormai archiviata nel passato. Secondo quanto riferito alla Cbs da fonti israeliane, Tel Aviv era pronta ad abbattere il velivolo con tutti i passeggeri a bordo per evitare che andasse a schiantarsi in un centro abitato o sull’aeroporto Ben Gurion, che pare fosse l’obiettivo definitivo.
Secondo i protocolli di sicurezza, quando il volo ha perso quota in picchiata nel momento dell’aggressione, sono stati fatti decollare i caccia per intercettarlo: l’aeronautica israeliana ha cercato di contattare la cabina di pilotaggio ma senza ricevere risposta e quindi in quel momento è scattata la procedura di massima allerta, che ha portato alla chiusura dello spazio aereo su Israele. I caccia hanno seguito l’aereo per un tratto, lasciandolo solo nel momento in cui si sono accorti che si stava dirigendo verso l’Arabia, dove poi è atterrato. Se si fosse avvicinato ulteriormente, il primo ministro Benjamin Netanyahu avrebbe avuto in mano la decisione ultima. I piloti dei caccia non si sono mai avvicinati alla cabina di pilotaggio del velivolo per stabilire un contatto visivo e valutare la situazione, facendo lo stesso con la zona dei passeggeri per valutare eventuali criticità.
Dopo aver effettuato il controllo, l’aeronautica israeliana avrebbe aggiornato l’unità di controllo, la quale, secondo le fonti, avrebbe a sua volta contattato il ministro della Difesa e il primo ministro nel caso in cui l’aereo fosse stato dirottato e non ci fosse stata risposta. I caccia sono stati richiamati poco prima di effettuare quest’ultimo step. La decisione di Netanyahu sarebbe stata gravissima, nel caso in cui si fosse deciso per l’abbattimento ma, cinicamente, avrebbe rappresentato il male minore in un contesto come quello ed è una procedura prevista in casi di dirottamento. Il rischio era che l’aereo si sarebbe abbattuto su obiettivi sensibili a terra, causando migliaia di morti. L’abbattimento era un’opzione sul tavolo anche l’11 settembre, quando il volo United Airlines 93 si stava dirigendo verso la Casa Bianca o il Campidoglio: fu l’eroismo dei passeggeri a portarlo a schiantarsi in una zona non costruita. In quel caso i piloti dei caccia erano pronti a una missione suicida, perché decollati senza missili.
