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Il ritratto

Jacques Moretti, dagli inizi in Corsica al disastro di Crans-Montana: la parabola del “Corso”

Chi è davvero l’imprenditore corso al centro dell’inchiesta sul disastro di Crans-Montana? Dall’infanzia difficile alla rapida ascesa tra locali, immobili e lusso, fino alle condanne, alle ombre sui suoi affari e al nuovo arresto per le presunte violenze sulla moglie

Jacques Moretti, 50 anni, è tornato in carcere. Questa volta il procedimento riguarda la sua vita privata: è stato arrestato per presunte violenze nei confronti della moglie Jessica Maric, che è stata ricoverata in ospedale. I fatti risalgono alla notte tra l’11 e il 12 agosto e Moretti è stato posto in detenzione preventiva per violenza privata. Gli avvocati della coppia hanno precisato che si tratta di un procedimento distinto dall’inchiesta sulla tragedia del Constellation e hanno scelto di non commentare. È soltanto l’ultimo capitolo giudiziario di una storia cominciata in Corsica e proseguita tra Francia e Svizzera. Una parabola imprenditoriale che, dai primi lavori e dalle attività nel settore dei servizi, è passata attraverso centri massaggi, locali notturni, immobili e ristoranti, fino alla rapida ascesa a Crans-Montana. Al centro c’è il Constellation, il locale che nella notte di Capodanno del 2026 è stato devastato da un incendio costato la vita a 41 persone.

Una vita cominciata lontano dal lusso

Jacques Moretti nasce il 20 luglio 1976 a Bastia, in Corsica. Ha un fratello, Jean, quattro anni più grande. Il padre, Jean Mathieu Moretti, è commerciante; la madre, Jacqueline Moretti Venturini, muore nel 2012. La famiglia vive a Ghisonaccia, comune di circa quattromila abitanti nell’Alta Corsica, a pochi chilometri dal mare. A raccontare gli anni più difficili della sua giovinezza è stata la moglie Jessica. “Mio marito ha avuto un’infanzia caotica, è finito per strada a 14 anni. Ha conosciuto la fame”. È un’infanzia molto distante dall’esistenza che Moretti avrebbe costruito negli anni successivi, quando il suo nome sarebbe stato associato a locali, automobili di lusso, immobili e investimenti. A 22 anni arriva il primo matrimonio. Il 20 giugno 1998 sposa civilmente Laetitia G. nel municipio di Casanova, piccolo comune dell’entroterra corso. Il matrimonio viene celebrato in comunione dei beni, ma dura meno di tre anni, il divorzio viene pronunciato dal tribunale di Bastia il 6 febbraio 2001.

Dai campeggi alla prima impresa

Nel 2001, a 25 anni, Moretti entra nel mondo dell’imprenditoria. Insieme a due soci fonda a Ghisonaccia la Cmc Services, società che si occupa di pulizie nei campeggi e negli hotel, oltre che della manutenzione degli spazi verdi. È il primo gradino di una carriera destinata a cambiare più volte direzione. L’attività di servizi rappresenta infatti soltanto l’inizio di un percorso che lo porterà rapidamente verso il settore dell’intrattenimento. La Cmc rimane attiva fino al 2009, quando Moretti decide di chiuderla. Nel frattempo, però, sono già cominciate le esperienze fuori dalla Corsica e gli affari legati al mondo dei locali.

L’Hot Rabbit e gli affari tra Francia e Svizzera

Tra il 2004 e il 2005 Moretti amplia il proprio raggio d’azione. Insieme al socio francese Philippe L. C. costituisce la JSLR Gestion, società con sede a Losanna per la gestione di strutture alberghiere. Parallelamente porta avanti Les Primeveres, attività legata alla locazione di immobili a La Clusaz, nota stazione sciistica dell’Alta Savoia, dove nel frattempo stabilisce il proprio domicilio. Secondo alcuni documenti, l’inizio delle attività a La Clusaz risalirebbe già al 2001. A Ginevra, invece, gestisce il centro massaggi Hot Rabbit Rendezvous. È un’attività che diventerà centrale nel suo percorso giudiziario.Nel 2005 arriva infatti l’indagine ad Annecy. Moretti viene arrestato e trascorre quattro mesi in carcere, tra novembre 2005 e marzo 2006. Nelle ricostruzioni sul suo passato giudiziario compaiono anche accuse relative a truffa, rapimento e sequestro di persona. La JSLR Gestion, intanto, finisce in liquidazione dopo pochi mesi di attività.

La condanna per sfruttamento della prostituzione

Nel 2008 arriva la condanna più importante legata agli affari dell’Hot Rabbit. Moretti viene condannato a dodici mesi di carcere, otto dei quali con pena sospesa, per sfruttamento della prostituzione. La vicenda riguarda diverse donne che lavoravano nel centro massaggi di Ginevra da lui gestito. Secondo la ricostruzione giudiziaria, Moretti aveva “reclutato, assunto, stabilito le tariffe e il numero di clienti” delle donne che lavoravano nel locale. L’inchiesta era partita da una segnalazione alla polizia relativa a giovani donne reclutate in Francia. Moretti aveva respinto le accuse, sostenendo di aver gestito l’attività soltanto per pochi mesi e negando che le lavoratrici fossero costrette a prostituirsi. La condanna del 2008 riguarda quindi lo sfruttamento della prostituzione e rappresenta uno dei precedenti giudiziari più rilevanti del suo passato.

Il ritorno alla vita notturna

Nel 2009 Moretti chiude la Cmc Services e torna a investire direttamente nell’intrattenimento. Apre sul molo di Bonifacio il Lolla Palooza, una discoteca-strip club. È un nuovo cambio di settore, dalla pulizia di campeggi e hotel passa alla gestione di un locale notturno. Nel 2010, tuttavia, deve affrontare un altro procedimento in Corsica, questa volta per frode previdenziale. Il Lolla Palooza rimane aperto fino al 2014. Oggi, secondo la ricostruzione fornita, nei suoi locali si trova il Capitaine BonBons, un negozio di dolci.

Il trasferimento in Svizzera con Jessica

Nel 2011 Moretti si trasferisce in Svizzera insieme a Jessica Maric. La coppia si sposa e ha due figli, che nella ricostruzione fornita hanno oggi quattro anni e dieci mesi. Jessica è nata anch’essa in Corsica, ma è cresciuta in Costa Azzurra, ha frequentato il liceo ad Antibes e l’università a Monaco. Con il trasferimento nel Cantone Vallese cambia anche il baricentro degli affari di Moretti. La Corsica rimane un elemento centrale della sua identità, ma la nuova fase imprenditoriale si sviluppa soprattutto tra Crans-Montana e Lens.

Il Constellation, la prima grande svolta

Nel 2015 Jacques e Jessica Moretti prendono in gestione il Constellation di Crans-Montana. L’affitto è di circa 40 mila franchi svizzeri al mese e la coppia investe 342 mila franchi nei lavori di ristrutturazione. Per la gestione viene costituita la società Le Constellation, posseduta al 50 per cento da Jacques e al 50 per cento da Jessica. Il locale diventa rapidamente uno dei punti di riferimento della vita notturna della località alpina. La formula punta su serate in maschera, eventi dall’atmosfera sensuale e un’immagine esclusiva. Nel seminterrato viene creato anche il “Bar Clandestin”, con luci blu e giochi d’acqua. È qui che la parabola imprenditoriale di Moretti cambia scala, non più soltanto piccoli locali o attività legate all’intrattenimento, ma un’attività capace di diventare un punto di riferimento nella mondana Crans-Montana.

Le società, i ristoranti e l’espansione degli immobili

La crescita prosegue negli anni successivi. Nel 2020 viene costituita Le Senso, società che gestisce l’omonimo bar-ristorante di Crans-Montana, specializzato in hamburger. Nel 2022 Moretti e Jessica compiono un’operazione ancora più importante, acquistano da Julien Beytrison l’immobile del Constellation per 1,5 milioni di franchi svizzeri. Nello stesso anno nasce Le Constel, società destinata all’esercizio di bar. Nel gruppo rientra anche il Petite Maison, al quale viene successivamente revocata la licenza. Nel 2023 viene costituita Le Vieux Chalet 1978, ristorante di Lens dedicato alle specialità della Corsica. Nel 2024 arriva l’acquisto di un altro immobile a Lens. La rete svizzera comprende così quattro società riconducibili ai coniugi e possedute al 50 per cento, Le Constellation, Le Senso, Le Vieux Chalet 1978 e Le Constel.

Il patrimonio tra Lens e la Costa Azzurra

L’espansione non si limita alla ristorazione. Negli anni crescono anche gli investimenti immobiliari, abitazioni, terreni edificabili e nuove acquisizioni si aggiungono alle attività nel settore dei locali. Jessica sviluppa inoltre un’attività autonoma in Costa Azzurra. A Cannes è titolare di una società individuale dedicata all’affitto e alla gestione di immobili. La sede indicata dai documenti ufficiali è Villa Ad’Alta, in rue Leon Noel, a circa un quarto d’ora a piedi dalla Promenade de la Croisette. La società aveva avuto anche una succursale a Parigi, in rue de Tocqueville, poi chiusa. Non è chiaro se Jessica fosse proprietaria dell’immobile o se utilizzasse la società come intermediaria per la gestione degli affitti. Gli appartamenti di Villa Ad’Alta risultano comunque offerti anche per locazioni turistiche. C’è inoltre un particolare che assume un significato particolare alla luce di quanto sarebbe accaduto qualche anno dopo, Jessica è figlia di un vigile del fuoco di Cannes e nipote del presidente del comitato municipale degli incendi forestali di Auribeau-sur-Siagne.

Maserati, Porsche, Bentley: il simbolo di una nuova ricchezza

La crescita economica della coppia si riflette anche nello stile di vita. Tra il 2015 e il 2025 compaiono nella disponibilità dei Moretti una Mercedes AMG, una Porsche Cayenne, una Maserati e una Bentley. Durante l’emergenza Covid emerge anche la vicenda della Maserati. Moretti ottiene un finanziamento di 75.500 franchi destinato all’emergenza e utilizza 33 mila franchi per acquistare la vettura. L’operazione viene sottoposta a indagine penale per l’ipotesi di un uso fraudolento dei fondi. La ricostruzione fornita indica però che alla fine l’acquisto viene considerato regolare perché l’auto risultava intestata all’azienda.

Le ombre sulla rapida ascesa economica

La crescita del patrimonio dei Moretti, particolarmente rapida negli ultimi anni, alimenta anche interrogativi sull’origine dei capitali e sulla gestione delle attività. Nel corso delle indagini emergono riferimenti a “probabili frodi assicurative” relative ad altri due incendi che avevano interessato locali riconducibili alla coppia, uno nel 2023 e un altro nel 2024 al Constellation. Gli investigatori si interessano inoltre ai movimenti sui conti e a quelle che vengono descritte come “transazioni opache”. Nelle ricostruzioni giornalistiche compaiono anche finanziatori considerati discutibili, tra cui una persona denunciata per traffico illegale di armi. Si tratta di elementi emersi nell’ambito delle indagini e delle ricostruzioni della stampa e non di fatti che possono essere considerati automaticamente accertati in via definitiva.

La pistola, gli orologi e la villa di Lens

All’inizio dell’inchiesta sul Constellation, quando la polizia entra nell’abitazione di Moretti, trova una pistola semiautomatica Glock, un caricatore con quattordici proiettili calibro nove e cinque orologi di lusso.Il ritrovamento entra nella ricostruzione investigativa relativa alla vita e al patrimonio dell’imprenditore. Intanto la villa di Lens, una casa di quattro piani, diventa il centro della vita della coppia dopo la tragedia. È lì che Jacques e Jessica si ritirano, lontani dai giornalisti, mentre l’inchiesta sul Constellation procede.

Prima del disastro, l’altra faccia dei Moretti

Prima del rogo, i Moretti non erano soltanto proprietari di locali. Negli anni della loro crescita a Crans-Montana avevano costruito anche un’immagine pubblica legata alla comunità locale, promuovendo iniziative culturali e sociali. Tra queste figuravano premi destinati a studenti meritevoli e progetti artistici legati alla musica corsa. È un aspetto importante della parabola della coppia: accanto alla costruzione dell’attività imprenditoriale e all’espansione del patrimonio, c’era anche una presenza nella vita della comunità. Poi, nella notte del primo gennaio 2026, tutto cambia.

Il rogo del Constellation: 41 morti e 115 feriti

Il primo gennaio 2026 il Constellation viene devastato da un incendio. Le fiamme divampano nello scantinato del locale, trasformandolo in una trappola. Il bilancio è drammatico: 41 persone muoiono e altre 115 rimangono ferite. Secondo i primi accertamenti, il bar era stato trasformato in una discoteca senza i necessari permessi. La questione riguarda anche la documentazione societaria, nei documenti del Registro di commercio del Vallese Centrale la società risultava avere un capitale sociale di 20 mila franchi e l’attività di discoteca non era contemplata tra quelle indicate. La procura cantonale avvia un’inchiesta nei confronti dei coniugi Moretti per incendio colposo, lesioni personali e omicidio colposo plurimo. Alcuni avvocati delle vittime chiedono però che le contestazioni siano valutate sotto il profilo del dolo, sostenendo che il disastro non possa essere considerato soltanto il risultato di una negligenza.

La rabbia dei familiari e le parole di Moretti

Nei mesi successivi alla tragedia, Jacques Moretti deve confrontarsi con la rabbia dei familiari delle vittime. Il 18 febbraio, quando si presenta a Sion davanti ai magistrati insieme alla moglie, la tensione è altissima. Moretti, con un braccio attorno alle spalle di Jessica, cerca di proteggerla dalla calca mentre i parenti dei ragazzi morti protestano. Gulcin Kaya, madre di Taylan, gli urla: “Mio figlio aveva 18 anni. È morto bruciato vivo. Guardatemi negli occhi, per favore. Lo avete ucciso. Come fate a dormire, a mangiare, a respirare?”. Moretti risponde: “Ci assumeremo le nostre responsabilità, lo prometto. Mi dispiace, mi dispiace. Se dobbiamo pagare, pagheremo. La mafia non c’entra, siamo lavoratori”. In un altro momento afferma: “Il processo continua, noi combatteremo e speriamo che la verità venga a galla. Pensiamo alle vittime in ogni istante”. Quando i giornalisti cercano di avvicinarlo durante una pausa, invece, si limita a dire: “S’il vous plaît! Non voglio parlare”.

La scarcerazione e il ritorno a Lens

Alla fine di gennaio Moretti viene scarcerato dopo il pagamento di una cauzione di 200 mila franchi svizzeri. A versare la somma è un misterioso benefattore. Il ritorno nella villa di Lens avviene in una fredda giornata d’inverno. Ad aspettarlo ci sono Jessica e i loro due bambini. Da quel momento la coppia mantiene un profilo estremamente riservato. I Moretti si barricano nella villa e le uscite sono soprattutto quelle necessarie per gli interrogatori in Procura e per seguire i lavori legati alla possibile riapertura di Le Vieux Chalet e Le Senso. Contro la riapertura dei locali viene intanto lanciata una petizione che raccoglie oltre 50 mila firme.

La depressione, i chili persi e le minacce di morte

Il 7 aprile Moretti è atteso dai magistrati, ma sulla scrivania dei pm arrivano certificati medici. Viene riferito che soffre di depressione, che ha perso quindici chili dal dicembre precedente e che presenta uno “stress post traumatico”. A questo si aggiungono “numerose minacce di morte” rivolte a lui e ai suoi bambini. L’interrogatorio viene quindi rinviato. A giugno Moretti torna davanti ai pm e agli avvocati delle parti civili. Nel frattempo chiede anche di non dover più andare quotidianamente in commissariato per firmare, domandando se sia possibile assolvere all’obbligo attraverso una videochiamata.

Gli obblighi imposti dalla Procura

Qualche settimana prima del nuovo arresto, il tribunale cantonale per le misure coercitive proroga di tre mesi le misure cautelari nei confronti dei coniugi. Jacques e Jessica hanno l’obbligo quotidiano di presentarsi presso un posto di polizia. La loro vita, già profondamente cambiata dopo il rogo, è quindi sottoposta a ulteriori restrizioni mentre l’inchiesta sulla tragedia continua. È in questo contesto che arriva il nuovo procedimento che riguarda esclusivamente la vita privata della coppia.

Il nuovo arresto per le presunte violenze sulla moglie

Ora Jacques Moretti torna in carcere per un’accusa diversa da quelle legate al Constellation. Secondo quanto riferito, nella notte tra l’11 e il 12 agosto, nella villa di quattro piani di Lens dove la coppia vive, si sarebbero verificati episodi di violenza nei confronti di Jessica Maric. La donna è stata ricoverata in ospedale. Non è noto se l’arresto sia scattato in seguito a una denuncia della moglie oppure per iniziativa autonoma della magistratura. Non sono inoltre disponibili informazioni precise sulla durata del ricovero o sul fatto che Jessica sia tornata nella casa di Lens. Gli avvocati Yaël Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod hanno scelto di mantenere separati i due procedimenti: “Questi fatti, oggetto di un procedimento distinto, riguardano esclusivamente la loro vita privata, motivo per cui non forniremo alcun commento”. I legali hanno però aggiunto che i fatti si inseriscono “in un contesto che non può essere ignorato, quello di una prova particolarmente intensa che i coniugi Moretti hanno cercato di affrontare insieme a partire dal primo gennaio”. La nuova vicenda giudiziaria arriva dunque dopo mesi durante i quali la coppia ha dovuto affrontare l’inchiesta sulla tragedia del Constellation, ma resta, sul piano giudiziario, un procedimento distinto.

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