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Cronaca internazionale

La Francia infetta il Belgio. Guerriglia pure a Bruxelles

Furiose proteste nella capitale dell’Ue: biciclette in fiamme e sassaiole. Agli studenti si uniscono i sindacati. Misure del governo nel mirino

Alcuni momenti della protesta sindacale contro le misure di bilancio del governo federale, nei pressi della stazione ferroviaria di Bruxelles-Midi, il 9 ottobre 2026. ANSA/LUCA FERRERO

Biciclette e monopattini in fiamme, stavolta nelle strade della capitale belga. Dopo le scene di guerriglia urbana a Parigi, ed oltre 500 fermi in tutta la Francia nella mobilitazione studentesca di giovedì, ieri un maxi-corteo a Bruxelles. Con lo slogan «Non nelle nostre tasche», almeno 50mila persone hanno partecipato infatti alla manifestazione nazionale promossa dalla Federazione Generale del Lavoro Belga (FGLB). Il sindacato, di orientamento socialista, ha rifiutato l’invito al negoziato giunto dal leader del Mouvement Réformateur (MR), il partito liberale francofono del Belgio, Georges-Louis Bouchez, che aveva chiesto di spostare la protesta di pochi giorni per dare il tempo ad agenti e 007 di «neutralizzare» i facinorosi prima che la inquinassero, come poi è avvenuto.

La «capitale dell’Europa» èstata l’epicentro di una nuova rivolta. La FGTB ha infatti confermato la mobilitazione: troppo tardi per negoziare. «Nessuno ci farà tacere», l’appello della segretaria, Selena Carbonero Fernandez, che ha chiamato a raccolta i cittadini contro i progetti di bilancio del governo federale: aumento del costo della vita e misure di austerità. Dal possibile aumento dell’Iva all’annualizzazione dell’orario di lavoro che consente di calcolare il tempo di esercizio su base annuale anziché settimanale garantendo alle aziende maggiore flessibilità e inalterata retribuzione.

Ma nelle strade della capitale, ispirati in parte dalle agitazioni studentesche nella vicina Francia, sono scesi pure gli studenti delle superiori. Centinaia di ragazzini che hanno allestito barricate, sfidando la polizia con lanci di ciottoli, bottiglie di vetro, fuochi d’artificio e immondizia data alle fiamme per bloccare Bruxelles. Alla sassaiola, immortalata dai canali all news, le divise hanno risposto con idranti e gas lacrimogeni per disperdere i violenti. Per la polizia, incidenti provocati da gruppi estranei al corteo sindacale. Giovanissimi a volto coperto, armati di pietre e petardi, che hanno monopolizzato per ore l’accesso alla stazione. È finita con molotov, coltelli e un martello sequestrati.

In cerca di 10 miliardi per il bilancio, il governo De Wever vuole salvare il conti pubblici con un esecutivo di coalizione: formato a febbraio dopo 600 giorni di stallo ed ora a trazione conservatrice. La FGTB boccia ogni ritocco all’indicizzazione automatica dei salari. «Difesa del potere d’acquisto» e manifestazione presentata come «primo avvertimento». Invece? Disagi anche all’aeroporto di Bruxelles. Cancellati circa 140 voli per lo sciopero. In strada, 80 fermi amministrativi e una trentina giudiziari. La metà sono minorenni. Piccoli gruppi che una volta dispersi dalla stazione si sono attivati in altre vie del centro. Lanci di oggetti, mattoni e materiale pirotecnico, arredi urbani divelti e un veicolo della polizia messo fuori uso, e vari feriti.

In Francia, intanto, c’è il numero delle inchieste sulle divise: 24. Gli affari interni passeranno al setaccio video e testimonianze, su cui ha puntato il dito il leader dell’estrema sinistra Mélenchon, che parla di violenze deliberate.