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Cronaca internazionale

Maria, dall'alberghiero in Abruzzo all'ultima serata a Zurigo

Nata ad Atri, aveva 22 anni. I testimoni: “Morta sotto i nostri occhi”. Il dj: “Un’amica”

Maria Spinelli, 22enne originaria di Atri, in Abruzzo, e residente in Svizzera, uccisa in una sparatoria avvenuta durante un rave ad Aarau, 30 agosto 2026. Facebook/Maria Spinelli +++ ATTENZIONE: L'ANSA NON POSSIEDE I DIRITTI DI QUESTA FOTO CHE NON PUO' ESSERE PUBBLICATA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ NPK +++

Aveva 22 anni, era nata ad Atri, in provincia di Teramo, ma arrivava dalla vicina Monte Sant’Angelo, in provincia di Pescara. Maria Spinelli, la giovane vittima italiana della sparatoria alla conclusione dell’Aarauer Rave vol. 7 aveva deciso di trasferirsi un mese fa in Svizzera e si trovava nel party techno per un fine settimana di relax. «L’abbiamo vista morire sotto i nostri occhi», raccontano sconvolti i testimoni del suo ultimo minuto di vita.

Maria avrebbe compiuto 23 anni il prossimo 26 ottobre e aveva frequentato l’istituto professionale per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera di Silvi Marina, sede distaccata dell’istituto Zoli di Atri. La musica techno era la sua passione. Non è chiaro se potesse essere in qualche modo coinvolta nell’organizzazione dell’evento, ipotesi per cui farebbe propendere il fatto che fosse ancora presente nel Pferderennbahn quando l’evento era già terminato e la gran parte dei partecipanti si era allontanata. Inoltre diversi tra dj e persone della scena techno hanno parlato della morte di un’«amica». A questo farebbe pensare anche il messaggio con cui gli organizzatori del party (che si firmano Livio, Alex, Maik e Olivier) si sono detti scioccati per la tragica conclusione dell’evento. Dj Tekibo, che si era esibito poco prima della sparatoria, ha pubblicato un messaggio con un «riposa in pace» dedicato a una persona indicata soltanto come «M», che per lui sarebbe stata «un’amica molto importante».

La famiglia, di origine rom, è piuttosto conosciuta a Città Sant’Angelo. Il cugino, Loris, è un campione di automobilismo e da anni, ormai vive negli Stati Uniti. Maria aveva deciso di provare un’esperienza all’estero, seguendo il suo percorso di studi. Un sogno impresso sul corpo, in quel tatuaggio che recita «Buena suerte», buona fortuna. Secondo il racconto di uno dei suoi professori, Federico Anzellotti, già durante gli anni della scuola aveva espresso il desiderio di lasciare l’Abruzzo e cercare la propria strada altrove. «Lo diceva sempre già a scuola che l’Abruzzo le stava stretto e che sarebbe andata via» ha raccontato il docente, ricordandola come una ragazza «con grande forza di volontà e idee molto chiare sul suo futuro». In Svizzera aveva trovato un lavoro come cameriera. La sua infanzia era stata segnata dalla separazione dei genitori e da periodi di difficoltà economica ma come ha raccontato un vicino di casa a Ofringen (nel Caton Argovia) che con lei aveva stretto un rapporto di amicizia, «era una ragazza semplice, con una storia difficile alle spalle, ma nonostante tutto aveva sempre il sorriso. Era tranquilla, dolce. Aveva una grande voglia di vivere». Il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha espresso «profondo cordoglio per la tragica scomparsa».

Gli altri due cittadini italiani rimasti leggermente feriti nella sparatoria in Svizzera hanno fatto ritorno a casa già ieri pomeriggio, come ha reso noto la Farnesina. La task force italiana, guidata dall’incaricato d’affari dell’ambasciata d’Italia a Berna e inviata ad Aarau dal ministro Tajani, è al lavoro per assistere le famiglie degli italiani coinvolti nella sparatoria avvenuta nel rave e seguire da vicino gli sviluppi e le indagini in raccordo con le autorità svizzere.

AnCu

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