"Acapulco verrà rimessa in piedi", il presidente del Messico dopo l'uragano Otis

Una città in ginocchio, Acapulco, dopo le devastazioni causate dall'uragano Otis: oltre ai morti i danni sono incalcolabili, ecco il cordoglio di Papa Francesco e il budget per la ricostruzione

"Acapulco verrà rimessa in piedi", il presidente del Messico dopo l'uragano Otis
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Non era mai stata colpita da un uragano di categoria 5, il più potente che si possa registrare sulla Terra, e i danni dopo il passaggio di Otis sono incalcolabili: ad Acapulco (poco meno di un milione di abitanti), in Messico, sono già 30 le vittime e migliaia di persone sono rimaste senza una casa.

"Ricostruiremo in poco tempo"

"Sappiamo lavorare, faremo le cose per bene e velocemente", ha dichiarato il presidente messicano, Andres Manuel Lopez Obrador, parlando alla stampa sulla ricostruzione della città di Acapulco che è distrutta nei giorni scorsi dal passaggio dell'uragano spiegando che "verrà rimessa in piedi in poco tempo". Il presidente della Camera messicana dell'industria edilizia (Cmic), Francisco Solares, ha stimato che sarà necessario un periodo "non inferiore a 5 anni" per ricostruire la città.

I danni dell'uragano

Il governo messicano ha stabilito lo stato di emergenza così da aiutare il lavoro delle squadre di soccorso e sbloccare immediatamente i fondi necessari necessari per la ricostruzione. L'uragano Otis ha impattato con la terraferma mercoledì dopo essere cresciuto con una potenza esponenziale, in poche ore, da tempesta tropicale fino ad arrivare alla categoria massima con venti superiori a 200 km/h. Pertanto rimangono enormi criticità con l'area in ginocchio e il 50% della popolazione senza energia elettrica o acqua potabile. Le immagini che rimbalzano sulle tv internazionali e sui social parlano da sole: palazzi sventrati, strade impraticabili, alberi abbattuti e devastazione ovunque.

I corpi contati fino a questo momento sono, come detto, 30: gli aiuti dalle altre città messicane fanno fatica ad arrivare ad Acapulco per le enormi difficoltà sulle principali vie di comunicazione con la popolazione locale che prende tutto ciò che può da supermercati e negozi abbandonati. La ministra per la sicurezza messicana, Rosa Icela Rodríguez, ha sottolineato danni gravi su linee elettriche, comunicazioni, ospedali ma anche sulla rete di allarme sismico. Almeno il 70% degli alberghi di tutte le categorie (compresi gli extra lusso) risulta danneggiato e decine di migliaia di turisti hanno difficoltà a rientrare nei loro Paesi: le autorità stanno fornendo decine di camion che partono alla volta di varie destinazioni per riportarli verso casa.

Il cordoglio del Papa

Papa Francesco si è unito al dolore per le vittime dell'uragano che ha devastato Acapulco, situata nell'area costiera meridionale del Messico inviando un telegramma nel quale ha offerto "ferventi preghiere per l'eterno riposo dei defunti, mentre chiede al Signore di concedere la sua consolazione a coloro che soffrono gli effetti devastanti dell'uragano". Papa Bergoglio ha pregato anche affinché, nella comunità cristiana, accrescano "sentimenti di ardente carità per collaborare alla ricostruzione delle zone colpite". Nel telegramma che porta la firma del Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, e indirizzato all'arcivescovo di Acapulco Leopoldo Gonzalez Gonzalez, Papa Francesco ha anche inviato le sue più sentite condoglianze ai parenti dei delle vittime e "la sua paterna sollecitudine e vicinanza spirituale ai feriti e alle vittime dell'amato popolo di Acapulco".

Budget illimitato per la ricostruzione

Il presidente del Messico, Andres Manual Lopez Obrador, in conferenza stampa ha affermato che non sarà imposto alcun limite di spesa per la ricostruzione di Acapulco: l'operazione è stata affidata alle forze armate che penseranno anche a distribuire cibo e beni di prima necessità nelle aree maggiormente colpite.

"Quando il popolo messicano ha bisogno di sostegno, si può utilizzare l'intero bilancio pubblico, non ci sono limiti", ha dichiarato, spiegando alla stampa di "non avere un limite per rispondere ad un'emergenza di questo livello".

uragano Otis

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