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Cronaca internazionale

Migranti, la Ong di Casarini raddoppia e porta in mare altri due velieri: ora ha cinque barche per sfidare il governo

La Ong italiana di Luca Casarini entrerà in servizio con due nuove imbarcazioni a vela nel Mediterraneo centrale: una è un’ex barca della Flotilla

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La Ong Mediterranea Saving Humans raddoppia e nel Mediterraneo porta due nuove barche a vela per sfidare le norme del governo di Giorgia Meloni. Da quando sono stati introdotti i decreti Piantedosi, infatti, le organizzazioni non governative hanno ideato la “strategia delle piccole navi”, che consiste nell’utilizzare imbarcazioni di dimensioni ridotte, con bassa possibilità di carico e con serbatoi di piccole dimensioni. Lo scopo è quello di ottenere sempre e comunque porti vicini, forzando la mano alle autorità italiane ed evitare l’assegnazione di porti diversi da quelli siciliani, meglio se Lampedusa, che invocano a ogni intervento.

La Ong di Luca Casarini ne porta ora ben due nuove, Blue Moon e Blue Soleil, che si aggiungono a Mediterranea Ship, Mare Jonio e Safira. Entrambe avranno base a Lampedusa. Insieme agli equipaggi di Mediterranea parteciperanno alla missione gli attivisti del collettivo romano Nereidi, provenienti dalle realtà antagoniste di Roma. “Mentre il governo italiano continua a ostacolare il soccorso civile, fermando le navi civili e colpendo le organizzazioni che soccorrono vite in mare, noi rispondiamo tornando in mare”, ha dichiarato Laura Marmorale, presidente dell’Ong. “Vogliamo che sempre più persone possano conoscere, partecipare, formarsi ed essere in grado di contribuire alle attività di soccorso. L’obiettivo è moltiplicare le esperienze, costruire competenze diffuse e rendere il soccorso civile sempre più partecipato e riproducibile”, ha aggiunto.

La Blue Soleil è una barca di 14 metri che era tra le imbarcazioni destinate a partecipare alla Flotilla ed è stata messa a disposizione da Thousand Madleens to Gaza, uno dei collettivi più attivi nella Flotilla. “La scelta di tornare in mare arriva mentre il governo italiano e le istituzioni europee continuano a rafforzare un sistema di frontiere che produce morte e che affida sempre più il controllo delle migrazioni a Paesi dove i diritti delle persone migranti vengono sistematicamente violati”, continua Marmorale. “Il Mediterraneo centrale resta una delle rotte migratorie più pericolose e letali al mondo. E mentre l’Europa continua a investire nel controllo delle frontiere che uccidono, nei respingimenti e nell’esternalizzazione delle proprie responsabilità, sono le persone e le organizzazioni della società civile a continuare a fare ciò che dovrebbe essere garantito da ogni Stato: soccorrere vite”, ha concluso. Ma la domanda è sempre la stessa: perché non andare verso il Mediterraneo occidentale o verso l’Atlantico orientale? Sono due tra le rotte migratorie più letali, la seconda ancora più che il Mediterraneo centrale. Eppure, da quelle parti, di Ong non se ne vedono.

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