A quasi 5 giorni dalla terribile alluvione che ha colpito il Nepal, oltre al dolore arrivano anche storie di coraggio e speranza. L’ultima, raccolta dalla Bbc, è quella di Rajendra Dawadi, preside di una scuola secondaria nel distretto di Nuwakot, che è riuscito ad salvare 900 dei circa 1600 studenti del suo istituto alle prime avvisaglie del disastro. La decisione di cercare riparo sulle colline il più lontano possibile dal letto del fiume si è dimostrata provvidenziale. «Anche se l’alluvione non fosse arrivata, si trattava solo di perdere un giorno di scuola - ha spiegato all’emittente britannica - Se avessimo preso la decisione 10 minuti dopo, nessuno di noi, studenti compresi, sarebbe qui a parlarvi oggi». Una delle studentesse salvate, Yunisha ha raccontato che «Io e le mie amiche siamo sopravvissute per soli 10 secondi. In un attimo, tutto è stato spazzato via davanti ai miei occhi».
Ma nel complesso la situazione in Nepal resta drammatica. Il bilancio delle vittime è stato aggiornato a più di 800 morti, mentre i dispersi di varie nazionalità sono oltre 2.500. Di questi si contano sul versante cinese della regione del Tibet 16 morti e 546 dispersi. Intanto una nuova frana è caduta vicino al fiume Purepu Tsangpo creando un nuovo lago e costringendo i soccorritori ad evacuare la zona.
