Ha bussato con il becco. Poi è rimasto lì, stretto nelle sue grandi ali, davanti alla porta di vetro del laboratorio di ricerca marina di Panama City, in Florida. Finchè uno dei ricercatori non si è accorto di quello strano picchiettìo ed è andato a vedere. Si è trovato davanti un pellicano bruno.
Immobile, ferito. Arrivato chissà come, in cerca di aiuto nell’unico luogo dove avrebbe potuto averlo. Aveva un filo da pesca lungo quasi due metri attorcigliato con un amo a tre punte, il cosiddetto ardiglione, conficcato nell’ala destra oltre ad almeno una dozzina di spine di cactus sulla zampa sinistra. Forse cercava aiuto. O forse soltanto cibo. Di sicuro aveva bussato all’unica porta giusta.
A sentirla così ha tutta l’aria di una fake news. Ora: va bene tutto, ma che l’uccello ferito si presenti da solo alla porta dei ricercatori, i soli peraltro in zona che potevano salvarlo, pare davvero più che impossibile. Eppure, per la serie la realtà supera sempre la fantasia, è successo davvero. A raccontare l’incredibile vicenda accaduta una mattina di settembre scorso è stato il Washington Post, ma raccontata anche sul sito del centro della National Oceanic and Atmospheric Administration, la NOAA. Tutto è iniziato e finito rapidamente. Il tempo di accorgersi che il cancello era chiuso e che quindi quel pellicano era arrivato incredibilmente da solo. Capire cosa aveva, cosa potevano fare e come. Lui, il pellicano incrdibilmente calmo, si è fatto bloccare perchè non potesse beccare o beccarsi, gli è stato spezzato l’amo, tolte le spine. Una manciata di minuti, appena una decina raccontano, che ai ricercatori è sembrata un’ora. Poi è stato accompagnato sulle rive della baia vicina. Il pellicano ha sbattuto le ali ed è volato via. Dicono che senza l’aiuto dei biologi sarebbe probabilmente morto di fame o divorato da un predatore, come ha spiegato al quotidiano americano Deborah Jaques, fondatrice di Pelican Science, associazione che si occupa di ricerca su questi animali. I pellicani bruni si tuffano da altezza che possono raggiungere anche venti metri per catturare i pesci nell’oceano. Alcuni scienziati hanno formulato ipotesi su come e perchè il pellicano sia arrivato proprio alla porta giusta. Secondo Gerald Hough, professore che studia il comportamento degli uccelli alla Rowan University nel New Jersey, il pellicano potrebbe avere visto in precedenza i ricercatori trasportare pesci dentro e fuori dal centro. Nel suo istinto di sopravvivenza potrebbe essersi avvicinato banalmente alla ricerca di cibo. Ha trovato qualcosa di più. Ha ritrovato la sua libertà.
