Si starebbe lentamente riprendendo dal trauma fisico e psicologico a seguito della violenza subita dal marito. Jessica Moretti si fa vedere poco a Crans Montana, passa molto del suo tempo in casa, evita i giornalisti che abitualmente si aggirano intorno alla sua abitazione di Lens che fino a due settimane fa condivideva con Jacques, l’uomo con cui si deve difendere dall’accusa di omicidio colposo nel procedimento per la strage del Constellation. Ma tutto è cambiato la sera dell’11 agosto, quando lui avrebbe perso il controllo mettendole le mani addosso. Fonti molto vicine alla donna fanno sapere che è stato ritenuto offensivo che qualcuno abbia solo pensato che quella potesse essere una messa in scena. Le botte sono state reali, viene spiegato, come le urla che hanno spinto i vicini a chiamare i soccorsi. Non ci sono dettagli su cosa abbia innescato l’improvvisa violenza di Jacques Moretti, che non aveva precedenti in tal senso. Di certo c’è che Jessica è finita in ospedale a Sion per gli «schiaffi sul volto», riferiscono le fonti, e «per i plurimi calci» che le avrebbero procurato conseguenze a una caviglia. «Si è fatta molto male», è la sintesi di chi la conosce. Per i media svizzeri avrebbe riportato un «trauma cranico-facciale». L’episodio sembrerebbe isolato in un matrimonio che dura da oltre dodici anni. Ma quello che è successo viene considerato un punto di non ritorno, spiega chi ha parlato con la donna. Sarebbe determinata, al momento, a chiedere il divorzio e a chiudere i rapporti col marito, che ora si trova in carcere. Quando era stato arrestato per il disastro del Constellation, ne era uscito dopo due settimane grazie a 200mila euro di cauzione pagati da un amico anonimo.
Resta da capire come un eventuale divorzio, se dovesse formalizzarsi a breve, possa incidere nella loro difesa che sin qui è stata unitaria. Si sono sempre blindati a vicenda anche di fronte a testimoni che smentivano le loro versioni. Jessica Moretti avrebbe anche consegnato una fattura falsa per l’acquisto della schiuma fonoassorbente posta sul soffitto del locale. Lui nei mesi scorsi aveva prodotto certificati medici attestanti un suo «grave stato depressivo», ed è stata sotto gli occhi di tutti l’importante perdita di peso. Un divorzio però, fa notare qualcuno, sarebbe comunque costoso per la coppia. Jessica comunque potrebbe decidere di imboccare una propria linea difensiva. I due si dovranno rivedere tra pochi mesi, quando saranno sentiti con la formula dell’interrogatorio «a confronto», cioè uno accanto all’altra, il 2 novembre e il 2 dicembre. Intanto c’è la diciassettesima indagata nell’inchiesta della Procura di Sion: è un ex funzionaria del comune di Crans con delega all’edilizia. È entrata in Procura come testimone e ne è uscita come indagata. La donna si sarebbe avvalsa della facoltà di non rispondere dopo un momento di tensione con i pm sull’inaugurazione dello spazio fumatori nel seminterrato del Constellation nel 2017 che sarebbe stato aperto, riferisce la svizzera Rsi, senza un’autorizzazione ufficiale.
