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Cronaca internazionale

“Possibili tentativi d’influenze russe sul voto in Italia”. L’avviso di Tajani in vista delle elezioni del 2027

Il ministro degli Esteri ha spiegato che si tratta di un’ipotesi concreta in tutti i Paesi dell’Ue che andranno al voto: “Sono convinto che possa accadere”

Il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani durante la partecipazione alla Riunione informale dei Ministri degli Affari esteri, Gymnich, a Wicklow, Irlanda, 01 settembre 2026. ANSA/ANGELO CARCONI

La tensione dentro i confini dell’Unione europea è alle stelle, le provocazioni russe sono sempre più frequenti nei Paesi Nato per testare la reazione dell’Alleanza e il timore è che Vladimir Putin possa penetrare anche nelle maglie politiche e sociali dei Paesi dell’Ue. È solo un’ipotesi, che per il momento basa solo su supposizioni, senza che vi siano concrete prove di questo. “È una questione generale, è una questione che riguarda tutta l’Unione Europea, ma non è da escludere che possano esserci tentativi di condizionare le elezioni dei Paesi dove si vota. Sono convinto che possa accadere, per questo bisogna intervenire in anticipo”, ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al Gymnich rispondendo ad una domanda sul fatto che la Russia possa tentare di influenzare le elezioni in Italia.

Il nostro Paese andrà al voto il prossimo anno, la data è ancora da definirsi ma il mandato è in scadenza nell’autunno del 2027. “Sarebbe veramente inaccettabile, si è già parlato in più di un’occasione, bisogna vigilare, bisogna impedire che ci siano queste azioni da parte di un Paese con il quale noi non siamo in guerra”, ha aggiunto, spiegando che “noi continueremo a vigilare, non è un caso che ci sia stata una riforma del ministero degli Esteri. Dal primo di gennaio c’è una direzione generale che si occupa della sicurezza, sia da un punto di vista politico sia da un punto di vista operativo, e non è un caso che ci sia una sala operativa che opera 24 ore su 24, proprio per respingere gli attacchi cibernetici, molti dei quali arrivano da hacker russi, contro le nostre sedi diplomatiche, contro il ministero”.

La campagna elettorale è già iniziata, anche perché l’ipotesi che le elezioni possano essere anticipate è concreta e quest’anno, nello scacchiere politico, si è aggiunto Roberto Vannacci con Futuro Nazionale, che sta riuscendo a conquistare punti preziosi nel consenso degli italiani. Da tempo sul generale si addensano sospetti su possibili amicizie influenti russe, che lui ha sempre smentito, ma in vista del voto i dubbi aumentano. Proprio in queste ore sta facendo discutere un articolo del Financial Times secondo il quale Vannacci sarebbe un cavallo di Troia della Russia che opera per mettere in difficoltà Giorgia Meloni. Anche su questo è stato interrogato il titolare della Farnesina, che sulle indiscrezioni provenienti dal Regno Unito ha le idee chiare: “Il Financial Times può scrivere quello che vuole. Bisogna sempre poi provare quello che si dice. Mi auguro che questo sia assolutamente falso”.

Il ministro ha poi spiegato che l’utilizzo degli asset russi sequestrati in questi 4 anni di guerra non è così semplice, perché “noi non siamo contrari in linea di principio, però bisogna vedere se ci sono le condizioni giuridiche per farlo”. Ovviamente, ha aggiunto, i “danni provocati all’Ucraina dovranno in qualche modo essere risarciti. Però da questo punto di vista rimane sempre il problema di tipo giuridico, cioè se questo si può fare oppure no. Questo dubbio ne abbiamo parlato più volte e la decisione non e’ stata presa proprio per questo motivo, non da un punto di vista politico ma proprio da un punto di vista legale”.

Durante il breve incontro con i giornalisti, il ministro Tajani ha fatto anche un breve passaggio su Ceuta e sulla crisi diplomatica con la Spagna, sottolineando che la proroga della sospensione di Schengen con la Spagna è dovuta “soltanto” alla volontà di “difendere la nostra sicurezza” dal momento che “ancora in questi giorni c’è un pericolo jihadista e sono stati espulsi da Ceuta tre persone che erano considerate legate al jihadismo, quindi il pericolo terrorismo lo riconosce la stessa Spagna”. Quello che succede a Ceuta, purtroppo, “è sotto gli occhi di tutti e la situazione non si è ancora conclusa positivamente. Per questo noi continuiamo a vigilare, non è altro che una scelta”. La proroga di 15 giorni, ha concluso, “mi auguro possa essere l’ultima, però dobbiamo, ripeto, fare tutte le verifiche per garantire sicurezza sia dei confini sia del territorio nazionale contro immigrazione irregolare e contro qualsiasi ipotesi jihadista”.

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