Poliziotti nazionali e locali, membri della Guardia Civil, vigili del fuoco, sanitari ed altri professionisti impegnati in prima linea durante la crisi migratoria a Ceuta, provocata dagli arrivi in massa di migranti a fine luglio, sono scesi in piazza questa sera nella città autonoma, per chiedere alle amministrazioni interventi urgenti davanti a una situazione definita “insostenibile”. Lo riferisce l’agenzia Europa Press. Centinaia di persone si sono riunite in Plaza de los Reyes, nel centro della città, unendosi alle manifestazioni di protesta, ormai quotidiane, di decine di ceutini, sventolando bandiere di Spagna e di Ceuta, per sollecitare risposte alla crisi. La protesta è stata preceduta da un minuto di silenzio in memoria di circa 140 migranti morti sui due lati della frontiera dell’exclave iberica in Marocco, secondo le stime di Ong per i diritti umani. Ed è stata seguita da messaggi di solidarietà ai lavoratori impegnati nelle ultime settimane sul fronte dell’emergenza, che ha messo in ginocchio strutture di accoglienza, servizi pubblici e mantiene sotto pressione le forze di sicurezza impegnate sul fronte dell’ordine pubblico. Intanto, il governo di Ceuta ha deciso di rinviare almeno fino al 28 settembre la riapertura della due scuole dell’infanzia comunali, Nuestra Senora de Africa e Juan Carlo I, che accolgono bambini da 0 a 3 anni. La decisione è stata presa alla luce della situazione provocata dall’emergenza migratoria, riferisce Efe.

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