"Italia e Romania sono state esplicitamente citate dal segretario generale della Nato come Paesi che hanno partecipato all'aggressione contro l’Iran. Insieme a ogni altro Paese europeo che ha sostenuto l’aggressione americano-israeliana contro l’Iran, devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di essere complici di questo palese atto di aggressione e della commissione di atrocità di massa contro il popolo iraniano a Minab, Lamerd, Teheran, Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas, ecc.." Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, rilanciando l'intervista di Mark Rutte a Fox News, in cui il segretario generale della Nato ha dichiarato che "un Paese dopo l'altro, un alleato dopo l'altro, hanno messo a disposizione le proprie basi per l'operazione Epic Fury" ha citato sia l'Italia che la Romania.
Nell'intervista a Fox News, Rutte ha detto che 500 aerei statunitensi hanno utilizzato basi italiane "per supportare" l'operazione 'Epic Fury' e ha aggiunto che Bucarest ha dovuto ridurre i voli aerei commerciali per consentire alle forze Usa di stazionare i propri aerei cisterna presso l'aeroporto della città. Circa 1.100 marittimi sono stati evacuati finora a bordo di navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nell'ambito di un piano di evacuazione delle Nazioni Unite. Lo scrive Reuters, citando dati dell'agenzia marittima delle Nazioni Unite, ripreso da Iran International. I dati hanno mostrato che 57 navi hanno attraversato il canale navigabile nell'ambito del programma tra il 23 e il 25 giugno.
Rutte: "Italia ha fatto quello che è previsto dagli accordi bilaterali con Usa"
Durante una conferenza all'Atlantic Council Mark Rutte ha risposto ad una domanda sulla polemica sulle basi italiane. "L'Italia ha fatto quanto previsto dai trattati bilaterali con gli Stati Uniti, e nulla di più", ha chiarito il segretario generale della Nato.
Gb, colpita nave cargo che attraversava Stretto Hormuz
Una nave cargo che attraversava lo Stretto di Hormuz lungo la rotta approvata dalle Nazioni Unite è stata colpita da un proiettile, secondo quanto riferito dalle forze armate britanniche. Il centro britannico per le operazioni commerciali marittime (UK Maritime Trade Operations) ha segnalato l'attacco, precisando che non si sono registrate vittime né conseguenze ambientali. La Guardia Rivoluzionaria iraniana aveva minacciato le imbarcazioni che avessero attraversato lo stretto senza l'autorizzazione di Teheran.
Usa-alleati Golfo, per pace duratura affrontare anche missili e proxy Iran
I ministri degli Esteri del Golfo e degli Stati Uniti affermano che nei negoziati con gli ayatollah devono essere affrontati anche i 'proxy' di Teheran e il programma missilistico dell'Iran. "I ministri hanno sottolineato che una pace e una sicurezza regionali durature richiedono di affrontare l'intero spettro delle minacce rappresentate dall'Iran, compresi i suoi missili balistici, i droni e il sostegno ai gruppi alleati (proxy) nella regione", hanno dichiarato in un comunicato congiunto diffuso al termine di una riunione co-presieduta dal segretario di Stato statunitense Marco Rubio a Manama, capitale del Bahrein.
Vance, avremo canale diretto con Pasdaran per risolvere controversie
Durante i colloqui in Svizzera, gli Stati Uniti hanno deciso di istituire un canale di comunicazione diretto con i Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, in modo da "risolvere le controversie"e ridurre il rischio di una nuova escalation. Lo ha dichiarato il vicepresidente americano JD Vance in una intervista al sito di notizie britannico UnHerd, affermando che questo accordo di principio è uno dei risultati più significativi dei colloqui che si sono svolti in Svizzera. "Uno degli obiettivi che volevamo raggiungere era un canale da parte iraniana per ridurre il conflitto", ha affermato Vance spiegando che i negoziatori inviati da Teheran hanno dato il loro assenso di principio. "Va bene, invieremo qualcuno delle Guardie Rivoluzionarie a Doha per incontrare qualcuno del Centcom ed è così che risolveremo molte di queste controversie", ha affermato.
Crosetto, parole a caso di Rutte rischiano di produrre conseguenze serie
"Le parole a 'casò del Segretario Generale della Nato, inopportune e superflue, amplificate da un approccio politico interno sempre pronto a danneggiare l’Italia pur di colpire il Governo pro tempore, stanno generando una tempesta in un bicchiere d’acqua sul piano interno, ma rischiano di produrre conseguenze ben più serie sul piano internazionale. Lo ribadisco in modo chiaro, semplice e inequivocabile. Il personale della Difesa italiana che, quotidianamente, ha gestito i rapporti tecnici con gli Stati Uniti in relazione all’utilizzo delle basi ha sempre operato nel pieno e rigoroso rispetto dei trattati vigenti e delle norme che regolano tali attività. Quando le richieste presentate uscivano dal perimetro consentito dai trattati, l’autorizzazione è stata negata. È già accaduto e tutti lo ricordano". Lo afferma in una nota il ministro della Difesa, Guido Crosetto."Come ho detto ieri - dice ancora Crosetto -, lo Stato Maggiore non ha alcuna difficoltà a relazionare, volo per volo e giorno per giorno, nelle sedi istituzionali competenti, ogni singolo movimento autorizzato. In un Paese normale sarebbe sufficiente questo per chiudere la polemica e, semmai, interrogarsi sulla superficialità con cui sono state rilasciate alcune dichiarazioni. E invece, in Italia, non basta neppure la precisazione arrivata ieri dalla stessa NATO, che ha confermato quanto il Ministero della Difesa aveva sostenuto fin dall’inizio: l’Italia ha autorizzato esclusivamente attività tecniche e non cinetiche, nel pieno rispetto di quanto comunicato al Parlamento".
"Eppure - prosegue ancora il ministro - anche dopo quella precisazione, due quotidiani, in particolare, hanno continuato a rilanciare una narrazione ormai priva di fondamento. Non si è messa in discussione soltanto la posizione del Governo: si è finito per insinuare dubbi sulla credibilità di un’intera Istituzione dello Stato e delle Forze Armate, come se le dichiarazioni ufficiali della Difesa non fossero affidabili. È un fatto grave, perché donne e uomini in uniforme prestano giuramento alla Costituzione e servono la Repubblica con disciplina, onore e senso dello Stato. Questa vicenda non mi sorprende e, sul piano politico, non mi colpirebbe neppure più di tanto, se non fosse che viviamo un tempo in cui la sicurezza nazionale è esposta a minacce sempre più complesse. In un contesto internazionale così delicato, parole imprecise, ricostruzioni infondate e polemiche alimentate senza verifiche possono produrre effetti che vanno ben oltre il dibattito politico interno"."Per questo, nell’interesse della sicurezza nazionale, invito tutti a proseguire ogni legittima richiesta di approfondimento - che la Difesa è la prima a voler soddisfare, mettendo a disposizione ogni dato nelle sedi competenti - ma con la consapevolezza che il linguaggio dello scontro politico, se applicato a temi di sicurezza e difesa, richiede un senso di responsabilità ancora maggiore. In questa fase storica, ogni parola ha un peso e può avere conseguenze che non sempre vengono percepite da chi la pronuncia.Chi fa informazione lo sa bene: nel mondo di oggi anche la comunicazione è diventata uno degli strumenti attraverso cui si esercitano le guerre ibride. Proprio per questo il rigore nella verifica dei fatti e il senso di responsabilità dovrebbero essere ancora più elevati quando si affrontano temi che riguardano la sicurezza nazionale", sottolinea il titolare della Difesa.
Tajani ad Araghchi, "l'Italia non ha mai preso parte ad azioni belliche"
"Ho parlato con il ministro degli Esteri iraniano Araghchi. L'Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l'utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l'Iran, nel rispetto più rigoroso dei trattati con gli Stati Uniti". Così su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Ho chiesto che si torni a una piena apertura dello Stretto di Hormuz - aggiunge - favorendo il passaggio di tutte le navi cargo italiane ancora bloccate. La riapertura dell'ambasciata italiana a Teheran è un forte segnale di dialogo anche in vista della ripresa dei rapporti economici e culturali".
Rubio, Trump molto arrabbiato con Italia e altri Paesi, dobbiamo lavorarci
"La nostra relazione con l’Italia continua senza impedimenti a ogni livello, a livello militare e ad altri livelli" ma "ovviamente il presidente" Donald Trump "è molto arrabbiato. Sente che non solo l’Italia, ma anche altri Paesi, in un momento in cui stavamo affrontando una minaccia, non solo noi ma più in particolare l’Europa, molti Paesi europei non si sono fatti avanti per fare abbastanza, l’Italia purtroppo è fra questi". Lo ha detto il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, parlando con i giornalisti in Bahrain. "Dobbiamo lavorare su questo, ma il punto di vista" di Trump "è chiaro e non dovrebbe sorprendere nessuno, lo ha detto di nuovo anche ieri e sono sicuro che questi temi emergeranno anche nel summit della Nato fra un paio di settimane", ha aggiunto Rubio.
Media, 1.100 marittimi evacuati dall'Onu a Hormuz
Circa 1.100 marittimi sono stati evacuati finora a bordo di navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nell'ambito di un piano di evacuazione delle Nazioni Unite. Lo scrive Reuters, citando dati dell'agenzia marittima delle Nazioni Unite, ripreso da Iran International. I dati hanno mostrato che 57 navi hanno attraversato il canale navigabile nell'ambito del programma tra il 23 e il 25 giugno.
Teheran, Italia e Romania complici della guerra, diano spiegazioni
"Italia e Romania sono state esplicitamente citate dal segretario generale della Nato come Paesi che hanno partecipato all'aggressione contro l’Iran. Insieme a ogni altro Paese europeo che ha sostenuto l’aggressione americano-israeliana contro l’Iran, devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di essere complici di questo palese atto di aggressione e della commissione di atrocità di massa contro il popolo iraniano a Minab, Lamerd, Teheran, Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas, ecc.." Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, rilanciando l'intervista di Mark Rutte a Fox News, in cui il segretario generale della Nato ha dichiarato che "un Paese dopo l'altro, un alleato dopo l'altro, hanno messo a disposizione le proprie basi per l'operazione Epic Fury" ha citato sia l'Italia che la Romania.
