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Cronaca internazionale

Il tariffario dei trafficanti: 7mila euro per la fuga in Spagna

La strategia prevede moto d’acqua e piccole barche per raggiungere il continente

IPA87139722 - Hundreds of migrants attempt to swim from Morocco to the Spanish city of Ceuta in North Africa.

7000 euro. È questo il prezzo che i trafficanti chiedono ai migranti arrivati illegalmente a Ceuta per entrare in Spagna e da lì far perdere le proprie tracce muovendosi in tutta Europa grazie a Schengen. Secondo fonti della Guardia Civil consultate dal quotidiano La Gaceta, le reti di trafficanti hanno organizzato un ponte marittimo illegale tra Ceuta e le coste della provincia di Cadice nella Spagna continentale. Si tratta di una minaccia seria alla sicurezza poiché, come mostrano alcuni video, i trafficanti utilizzano imbarcazioni come moto d’acqua, piccoli barchini, barche in vetroresina, lance veloci o motoscafi difficilmente intercettabili. Solo nelle ultime ore sono avvenuti arrivi di imbarcazioni a San Roque e La Línea de la Concepción. Una di queste, con una trentina di immigrati clandestini originari del Marocco, ha raggiunto la costa tra il pomeriggio e la notte di sabato mentre un’altra con otto occupanti è stata intercettata a Punta Carnero. Nonostante la Guardia Civil abbia intensificato il pattugliamento in mare e sulla terraferma, l’entità del fenomeno supera le sue risorse logistiche in particolare per le moto d’acqua che, a causa della loro velocità ridotta e capacità di carico, sono particolarmente difficili da individuare. A finire nel mirino della Spagna è anche il Marocco accusato di avere una sorveglianza lassista sulla sua costa settentrionale facilitando così le partenze dalle sue coste. Il modus operandi dei trafficanti è sempre lo stesso: «Massimizzare il carico, avvicinarsi alla costa peninsulare e costringere gli occupanti a saltare in acqua negli ultimi metri o a disperdersi a nuoto per rendere più difficile l’arresto. Se rilevano la presenza di pattuglie, non esitano ad abbandonare gli immigrati in alto mare». Si tratta di un’attività che i trafficanti svolgono da tempo ma che si è intensificata negli ultimi giorni alla luce degli oltre 8000 clandestini che si trovano ancora a Ceuta. Anche le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di droga hanno riorientato i loro mezzi navali verso il traffico di esseri umani. Il pagamento dei viaggi avviene in modo frazionato con una parte all’imbarco e il resto all’arrivo ma c’è un ulteriore elemento a destare preoccupazione ed è legato al reperimento ddei soldi. Secondo le indagini della polizia spagnola infatti molti immigrati clandestini hanno ottenuto il denaro attraverso invii che arrivano dal Marocco e che ritirano negli uffici postali a Ceuta. La Guardia Civil sta indagando sull’identità di chi emette questi trasferimenti con l’obiettivo di capire la rete che c’è realmente dietro. A conferma del passaggio di immigrati irregolari da Ceuta alla Spagna continentale arriva una nuova allerta dell’intelligence italiana (dopo quella sulla possibile presenza di jihadisti tra i clandestini) proprio sull’utilizzo delle moto d’acqua per trasportare i migranti. Intanto continua il tam tam sui social network per una nuova invasione al confine di Ceuta dal Marocco per il 15 agosto. Oltre alle contromisure messe in atto dall’esercito spagnolo, anche le piattaforme social (insieme all’Unione europea) si sono attivate per prevenire l’utilizzo di pagine e profili utilizzati per coordinare gli arrivi di nuovi migranti a Ceuta. L’obiettivo è contrastare video virali e informazioni false diffuse da reti criminali per spingere i migranti a riversarsi alla frontiera con Ceuta. Le piattaforme introdurranno così un meccanismo di cooperazione con factchecker bloccando contenuti legati al traffico di persone.

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