Little Italy non si tocca, parola di The Donald. Una mappa turistica diventa un nuovo terreno di scontro politico tra la Casa Bianca e New York. E questa volta, al centro della contesa, c’è lo storico quartiere di Manhattan simbolo dell’immigrazione italiana negli Stati Uniti. Donald Trump ha minacciato di tagliare parte dei finanziamenti federali destinati alla Grande Mela se le autorità cittadine non provvederanno a reinserire il quartiere in una cartina dedicata. L’affondo è arrivato questa mattina, durante le celebrazioni del Columbus Day alla Casa Bianca, trasformate dal presidente americano in un’occasione per rivendicare il contributo degli italoamericani alla storia degli Stati Uniti.
Il caos era esploso l’estate scorsa, quando la pubblicazione della nuova mappa ufficiale delle New York City Immigrant Enclaves da parte dell’Office of Immigrant Affairs dell’amministrazione comunale aveva creato il panico e non poco imbarazzo. Tra le trenta enclave etniche indicate, infatti, figuravano Chinatown, Koreatown, Little Bangladesh, Little Yemen, Little Guyana, Little Senegal, Little Ukraine e numerosi altri quartieri simbolo delle migrazioni di oggi.
“La mappa di New York diffusa dalle autorità locali non include Little Italy. È una vergogna”, ha dichiarato Trump, annunciando che, in assenza di cambiamenti, Washington potrebbe trattenere alcuni fondi destinati alla città. Il presidente ha poi alzato ulteriormente i toni, accusando i suoi avversari di voler cancellare la presenza italiana dalla società americana. “Chi odia il nostro Paese vuole cancellare la comunità italiana. Non vogliono una comunità italoamericana”.
Mamdani era corso ai ripari, annunciando già a luglio che la mappa sarebbe stata aggiornata, riconoscendo la necessità di rappresentare meglio le numerose comunità che compongono il mosaico multiculturale newyorkese. L’amministrazione aveva inoltre chiarito che l’elenco originario non pretendeva di essere esaustivo.
Nel suo intervento alla Casa Bianca, Trump ha dedicato ampio spazio al contributo degli italiani alla cultura, alla politica e alla società statunitense. Ha ricordato il leggendario campione di baseball Joe DiMaggio, l’attore Sylvester Stallone e Frank Sinatra, evocando una stagione della cultura popolare americana profondamente segnata dall’immigrazione italiana.
Il presidente ha poi citato figure istituzionali come Antonin Scalia, storico giudice della Corte Suprema scomparso nel 2016, l’ex sindaco di New York Fiorello LaGuardia e Rudy Giuliani. Particolare apprezzamento è stato riservato all’attuale giudice della Corte Suprema Samuel Alito, descritto come un uomo straordinario e una grande mente. “Noi amiamo gli italoamericani”, ha assicurato Trump ai presenti, spiegando di aver voluto dedicare loro più tempo rispetto alle consuete cerimonie ufficiali. Durante l’evento ha anche ricordato Luciano Pavarotti, celebrandone il talento e la fama internazionale.
La controversia su Little Italy si inserisce in una battaglia culturale più ampia che Trump conduce da tempo attorno alla figura di Cristoforo Colombo e al significato del Columbus Day. Negli ultimi anni, la celebrazione del navigatore genovese è diventata uno dei temi più divisivi del confronto sulla memoria storica americana, soprattutto per il legame tra l’arrivo degli europei nelle Americhe, la colonizzazione e le violenze subite dalle popolazioni indigene.
