Negli Stati Uniti la campagna per le elezioni di midterm si tinge di rosa con i democratici che spostano l’obiettivo dei loro attacchi dal crescente costo della vita e dalla confusa politica estera del presidente alla donna a lui più vicina. No, non stiamo parlando di Melania Trump, sparita dai radar dall’inizio del secondo mandato del tycoon, ma di Natalie Harp, l’assistente esecutiva del capo della Casa Bianca la cui prossimità al commander in chief è sempre più sotto la lente di ingrandimento di media e politici dell’opposizione Usa.
Harp, già nota come la “stampante umana” (l’assistente 35enne segue ovunque Donald Trump con una stampante portatile pronta a passare al miliardario notizie, post social e messaggi su carta), è finita lo scorso fine settimana nel mirino del senatore democratico della Georgia, Jon Ossof, il quale durante un comizio ha dichiarato che il presidente “non vuole fare il suo lavoro. Vuole costruire la sua sala da ballo e viaggiare con Natalie sul loro palazzo volante apparentemente indifeso, regalatogli dall’emiro del Qatar”.
Le parole del promettente politico del partito dell’asinello (in molti lo considerano un possibile futuro candidato alla presidenza) hanno sollevato numerose critiche nel mondo Maga e provocato la reazione irata dello stesso Trump. Dopo che una giornalista della Cnn, Kristen Holmes, gli ha chiesto un commento sulle affermazioni del senatore dem, il presidente non ha risposto direttamente alla domanda di Holmes ma poco dopo, nel corso dell’incontro con la stampa, le ha intimato di stare zitta accusando l’emittente all news per la quale lavora di diffondere fake news.
L’opinione pubblica americana si interroga adesso sulla natura del rapporto tra Trump e la sua giovane assistente che, come da allusione di Ossof, ha seguito il presidente a bordo del volo militare segreto predisposto il mese scorso ad Ankara per ragioni di sicurezza. Il legame di Harp con The Donald è profondo. La donna ha dichiarato di aver sofferto di cancro alle ossa e che è stata una legge firmata da Trump nel 2018 a salvargli la vita garantendole l’accesso a trattamenti sperimentali. Nel 2019, ricorda il New York Times in queste ore, mentre raccontava questa esperienza a Fox News ha attirato l’attenzione del miliardario che la invitò a parlare l’anno successivo alla Convention repubblicana. Nei seguenti due anni Harp è stata conduttrice del canale di estrema destra One America News Network e nel 2022 è entrata a far parte dello staff dell’allora ex presidente.
Di Harp è rinomata l’adorazione smisurata che nutre nei confronti del tycoon. “Sei tutto quello che conta per me”, si legge in una delle sue tante lettere indirizzate all’autore del libro “L’arte di fare affari”. Secondo indiscrezioni, la sua forte influenza nello Studio Ovale ha sollevato qualche malumore alla Casa Bianca. Anche il fratello della potente assistente ha parlato di un rapporto non sano tra la sorella e il leader Usa. Quest’ultimo però la difende a spada tratta. Trump, riportano nel loro libro i giornalisti del New York Times Maggie Haberman e Jonathan Swan, avrebbe detto che Harp è “l’unica che mi vuole bene quanto mia moglie e i miei figli”.
E mentre infuria il “caso Harp”, la figura di un’altra donna, la first lady, si fa più evanescente che mai. Melania Trump non ha partecipato ai funerali del senatore Lindsey Graham, ha saltato la recente cena dei corrispondenti della Casa Bianca e non ha presenziato all’arrivo all’Air Force Base di Dover, in Delaware, delle salme dei quattro militari Usa uccisi in Medio Oriente. L’ultima apparizione pubblica di Melania risale allo scorso 19 luglio, in occasione della finale dei mondiali di calcio. Un’analisi di Nbc News mostra come a questo punto del primo mandato di Trump, la first lady aveva partecipato a circa il doppio degli eventi pubblici. Dallo staff dell’ex modella hanno però fatto sapere che Melania “dà priorità ai risultati rispetto alle apparenze”.
