Un disastro che ha già provocato oltre 500 feriti e 132 morti. Il devastante terremoto che ha colpito la Colombia, di magnitudo 7.4, ha lasciato sorpresi anche gli addetti ai lavori. Si tratta di una zona sismica ma non era messo in preventivo un evento di questa portata: infatti, dei circa 50mila terremoti che si verificano ogni anno, la maggior parte di essi non sono avvertiti dall’uomo ma registrati soltanto dagli strumenti.
Cosa è successo
“Dal 1950 a oggi, nel raggio di 250 chilometri dall’epicentro attuale, si sono registrati soltanto due sismi di uguale o maggiore intensità. Quindi vediamo questo evento come un terremoto anomalo”: a spiegarlo al Corriere è il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), il geologo Fabio Florindo. Dai primi dati a disposizione degli esperti, si ritiene che una grossa faglia si sia originata dentro la placca di Nazca e che la sua fase di inabissamento sia tutt’ora in corso. Si parla di una “lunghezza di almeno 110 chilometri. Data la sua ampiezza sarebbe in grado di generare altri fenomeni altrettanto intensi”.
“Aspettiamoci altre repliche”
Vista la complessità dell’evento e della spiegazione dell’esperto, si temono altre repliche anche se non si può sapere se saranno altrettanto forti o di minore intensità. Ma da cosa dipende e quali sono i timori maggiori? Il geologo spiega che tutto dipenderà “da eventuali inneschi di ulteriori faglie in altre zone del sottosuolo che la nuova faglia potrebbe far nascere. Di sicuro la terra potrà tremare a lungo, anche per mesi, magari a più bassa intensità”.
Le cause della forza del sisma
La placca di Nazca, che arriva dal Pacifico, si “inabissa” sotto l’America meridionale provocando un notevole accumulo di energia che, in qualche modo, si deve sprigionare. “Ed essendo notevole la spinta esercitata, altrettanto rilevante è la magnitudo che si raggiunge”, spiega il geologo Florindo.
I legami con il Venezuela
Il doppio devastante sisma dello scorso 26 giugno avvenuto in Venezuela con due scosse ravvicinate di magnitudo 7.2 e 7.5 non ha legami con quanto avvenuto in Colombia nelle scorse ore. “Escludo un possibile legame tra i due eventi. Non ci sono prove o indizi per riuscire a stabilire un rapporto. Bisogna tener conto che lo sprofondamento della placca sotto il Sudamerica, proprio per la sua estensione, è in grado di provocare effetti molto forti lungo tutta la costa ovest”.
Intervistato da Repubblica, l’ex presidente Ingv, Carlo Doglioni, spiega il meccanismo che ha fatto scatenare i devastanti sismi nei due Paesi sudamericani. Nel caso della Colombia “la placca del Sudamerica e quella di Nazca si spostano entrambe verso ovest, ma la prima è più veloce della seconda, e questo provoca la subduzione. Quel che avviene in Venezuela è, invece, lo slittamento laterale di 2 centimetri all’anno fra la placca del Sudamerica che va verso ovest e quella dei Caraibi, che si trova al suo margine nord”.
