Pedro Sanchez, nelle ore immediatamente successive alla crisi migratoria di Ceuta, dopo aver fatto un passaggio istituzionale nella Città autonoma è volato a Lanzarote dove si sta godendo le vacanze nella residenza presidenziale. Da qui consiglia agli spagnoli le canzoni da ascoltare durante l’estate e i libri da leggere sotto l’ombrellone, dedicandosi anche alla sua attività marittima preferita: le immersioni. Benché tutta la costa sia presidiata per la sicurezza del presidente, cosa che non avviene a Ceuta per prevenire le invasioni dal Marocco, i fotografi riescono comunque a fotografarlo, e dopo averlo immortalato dopo un tuffo rigenerante, sono riusciti a raggiungerlo anche mentre andava a fare le sue amate immersioni.
Nulla di male, d’altronde è in vacanza anche se il suo Paese è attraversato dalla sua peggiore crisi migratoria. Il punto principale però è un altro, che si somma alle altre polemiche: Sanchez, forse con la moglie, era a bordo di un gommone veloce della Guardia Civil. Le foto sono state pubblicate da Ok Diario e hanno sollevato l’ennesima polemica, perché in tanti si chiedono se il corpo sia destinato al servizio di navetta armata del presidente per le sue uscite ludiche. L’associazione Hatze Hoïr ha annunciato un’interrogazione al ministero dell’Interno per sapere per quale funzione sia stato impiegato un mezzo marittimo dello Stato per accompagnare il premier a pescare polpi. Ma, come riferisce lo stesso quotidiano spagnolo, il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, che ha già parecchi grattacapi in queste settimane, ha rifiutato di fornire personalmente informazioni sul caso, lavandosi le mani di questa ennesima polemica.
La Moncola ha semplicemente riferito di aver inviato la pratica alla Guardia Civil, senza preoccuparsi di approfondire quanto accaduto a Lanzarote. “Mentre gli agenti hanno bisogno di mezzi, rinforzi e sostegno per proteggere Ceuta, l’Interno mette il corpo in prima linea per rispondere di una decisione politica”, ha fatto notare Nouna Lozano, portavoce di Hatze Hoïr. Sanchez ha a sua disposizione 40 agenti dei corpi speciali, oltre agli uomini di scorta che lo seguono ovunque. Ora gli spagnoli aspettano risposte da chiunque abbia titolo di fornirle: è giusto che il premier, mentre a Ceuta i suoi agenti faticano con pochi mezzi a mantenere l’ordine nell’exclave dopo l’ondata di migranti, un numero così ingente di personale dello Stato venga dispiegato al suo servizio? A volte il buon senso è la migliore risposta politica che un leader ha nella sua faretra. Ma bisogna saperlo utilizzare.
