Omertà e paura. La polizia ha le mani legate, i ragazzi coinvolti nelle aggressioni al Leo Fest di sabato scorso non vogliono sporgere denuncia per timore di ritorsioni. Sarebbero almeno quattro, secondo le voci raccolte dal Giornale in questi giorni, i ragazzi che sarebbero stati aggrediti da alcuni maranza infiltrati nella festa di inizio anno del Leonardo da Vinci. Un copione che si ripete da qualche anno ormai, senza che le forze dell’ordine riescano a intervenire per tempo.
«Non è vero che anche gli altri anni succedevano queste cose, le coltellate dei maranza ci sono ora, purtroppo, che son cresciuti. Risse sì ma mai accoltellamenti», ci sussurra una madre di due figli, presenti alle feste degli ultimi anni. Nel mirino c’è chi «si infiltra col preciso e unico scopo di fare del male», come questi ragazzi marocchini o egiziani di cui si parlerebbe su alcune chat via Instagram o Tiktok su profili chiusi come i responsabili delle aggressioni. «Alla fine i ghettizzati sono i nostri figli che non possono muoversi per paura di questa feccia. Prima il covid e ora i maranza», è lo sfogo di un altro genitore che un papà ci gira.
Pare abbastanza acclarato anche il tentativo di stuprare una ragazzina dopo averla rapinata, a quanto risulta al Giornale la giovane non sarebbe una studentessa del Da Vinci ma di un altro istituto del centro. «Un altro del Tenca ha visto un egiziano ubriaco col machete», si legge in un’altra conversazione tra genitori.
Di indagini aperte sulla vicenda non ne risultano. Una pattuglia della Digos in servizio quella notte ha effettivamente intercettato un ragazzo ferito (medicato alla De Marchi, gli altri sarebbero stati curati al Policlinico e al Fatebenefratelli) non lontano dalla zona di via Conservatorio. A loro il ragazzo avrebbe detto che le ferite sarebbero una conseguenza di scontri avvenuti alla festa. Ma secondo quanto trapela la polizia sarebbe già sulle tracce di un giovane immigrato che su Instagram avrebbe minacciato altri ragazzi di non parlare «altrimenti tu sei il prossimo».
