La Milano dei data center ha fame di energia. E dietro la corsa dei nuovi centri di calcolo c’è una partita che riguarda anche il lavoro e lo sviluppo della città. A2a, nel giorno della presentazione del decimo Bilancio di sostenibilità territoriale, mette in fila i numeri del proprio rapporto con Milano: 30 megawatt di nuovi data center già allacciati nel 2025, ma soprattutto richieste di connessione per altri 400 megawatt. E oltre 900 nuove assunzioni, il 40% delle quali riguarda under 30.
Sono i due numeri che fotografano la trasformazione in corso. «I data center sono un’opportunità per il Paese per non rimanere marginalizzato sulla transizione digitale», ha spiegato l’amministratore delegato di A2a Renato Mazzoncini. La sfida, ha aggiunto, è renderli sostenibili. Da qui nasce l’idea di recuperare il calore prodotto dai server e utilizzarlo per alimentare il teleriscaldamento. Secondo A2a, fino a 300mila utenze potrebbero sostituire il gas con il calore recuperato dai centri di calcolo. Il primo intervento è già in corso: entro la fine del 2026 dovrebbe entrare in funzione l’impianto che recupererà il calore di scarto del data center Avalon 3, in zona Bisceglie, per immetterlo nella rete cittadina.
Una crescita che richiede infrastrutture. Nel 2025 A2a ha investito oltre 600 milioni nella Città metropolitana, il 24% in più rispetto all’anno precedente. In dieci anni gli investimenti hanno superato i 3 miliardi, mentre il valore distribuito sul territorio nell’ultimo anno ha raggiunto 1,3 miliardi. Unareti e Duereti hanno investito 325 milioni nel potenziamento delle reti elettriche e gas, con due nuove cabine primarie e 38 chilometri di rete rinnovati. Per l’area milanese il piano prevede altri 3,4 miliardi di investimenti entro il 2035.
Poi c’è il lavoro. Nel 2025 le assunzioni sono state oltre 900. Nelle sedi milanesi gli addetti sono 7.600 e il 97% ha un contratto a tempo indeterminato. «Le assunzioni sono un motivo di orgoglio», ha sottolineato il presidente Roberto Tasca.
Sul fronte dei servizi, il teleriscaldamento ha raggiunto l’equivalente di oltre 230mila appartamenti, evitando 106mila tonnellate di Co2. La mobilità elettrica conta 2.352 punti di ricarica. A Milano la raccolta differenziata ha raggiunto il 63%, mentre il primo anno del nuovo contratto Amsa ha registrato un indice di soddisfazione di 7,5 su 10. Ieri alla presentazione è intervenuta anche la vicesindaca Anna Scavuzzo, che ha sottolineato il ruolo delle imprese nella collaborazione con il welfare cittadino e nella riduzione delle disuguaglianze. Dieci anni dopo il primo bilancio territoriale, A2a guarda ai prossimi anni con una doppia sfida: sostenere la fame di energia della Milano digitale e continuare a creare lavoro sul territorio.
