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Cronaca locale

Sala contesta Majorino: “Troppo cemento? Una bufala irritante”

Ira del sindaco: “Sono d’impiccio a Pier, mi faccio da parte così critica meglio 15 anni di lavoro della sinistra. Ma per sette è stato assessore...”

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Giuseppe Sala e Pierfrancesco Majorino nel primo confronto pubblico all'Anteo

«Questa storia della cementificazione è una bufala irritante. Ho studiato la relazione del professor Celata del Politecnico di Milano, ci ha lavorato più di un anno e le conclusioni sono che il volume edificato a Milano è aumentato in 10 anni dello 0,37%. Se Pierfrancesco Majorino (nella foto) è in possesso o ha fatto lui studi diversi, li mostri e ci confrontiamo». É bufera nel centrosinistra, il sindaco Beppe Sala ha attaccato duramente il capogruppo regionale del Pd che due giorni fa con un video sui social ha annunciato (quasi) la sua discesa in campo. Ha promosso un evento il 22 ottobre, dove urbi et orbi lancerà la sfida a Mario Calabresi, la vicesindaco Anna Scavuzzo e gli altri già in campo per le primarie, e ha dato un assaggio del programma elettorale: «Devono essere le persone e non i fondi immobiliari a farla da padrona», «a Milano c’è troppo cemento», «abbiamo bisogno del più grande piano di piantumazioni di alberi d’Europa». Sala premette: «Bene che faccia un passo avanti ma al di là del tema continuità e discontinuità, andiamo sui contenuti. Dico chiaro che sulla cementificazione dice bufale, per uno che studia come me è irritante. E lo stesso studio dice che il verde è aumentato del 20%. Peraltro, nessuno dei sindaci delle grandi città del mondo con cui mi confronto, la maggior parte di sinistra, solleva il tema cemento. Le città sono dense, è normale, occupiamoci come stiamo facendo di equità sociale, costo della casa». Affonda ancora: «Mi sembra che io sia più un impiccio che un supporto a Majorino. Siccome la cosa più sbagliata è creare ulteriori divisioni nel centrosinistra mi faccio da parte, è l’ultimo commento che faccio, così si sentirà libero di criticare un lavoro di 15 anni», la giunta Pisapia e i suoi due mandati, «perché - puntualizza - tutte queste decisioni, compreso se c’è la cementificazione, sono partite 15 anni fa. E per 7 è stato assessore, dico anche questo. Faccia un po’ quello che vuole, io non voglio creargli disturbi». Rigetta anche l’accusa di una città affidata ai fondi immobiliari: tira ancora in ballo i grandi sindaci «con cui ne ho parlato. Se riteniamo che il pubblico con i propri fondi possa risolvere il problema casa va bene, ma non è quello che penso io. E gli oneri di urbanizzazione con me sono aumentati in maniera stratosferica». Lo aveva detto rigettando parole di discontinuità lanciate da Calabresi (oggi ospite di Matteo Renzi alla Leopolda) e ribadisce ora che «gli slogan non aiutano nessuno. Amareggiato? Difendo il lavoro mio e degli assessori. Ma ripeto, non voglio essere invadente, se si vuole basare la campagna sulla critica a quello che il centrosinistra ha fatto», perchè si tratta di giunte a trazione Pd, «ok, starò zitto, le cose da fare nei prossimi 7 mesi sono ancora tante». Majorino ieri ha provato a correggere il tiro: «Sono sorpreso dalla reazione di Beppe, che si debba investire ancora di più su verde, rigenerazione urbana, è scritto in tutti i documenti della giunta. Il mio è e vuole essere un contributo positivo e costruttivo che guarda al futuro». Come no.

Un match che irrita gli alleati. «Prendo atto che Majorino in verità si candida alle primarie centrodestra - ironizza il segretario milanese di Azione Francesco Ascioti -, bisognerebbe concentrarsi ad esempio sulla bontà del progetto per la casa presentato dall’assessore Emmanuel Conte» anche lui in pista «ma si preferisce disconoscere tutto il lavoro di 15 anni delle giunte riformiste, così facendo la campagna anche per conto della destra». Daniele Nahum (Azione) conferma: «Non si possono buttare a mare 15 anni di sviluppo solo per inseguire la demagogia e i veti dei massimalisti. É stato anche l’assessore più in vista per 7 anni. Dormiva?». Per Silvia Sardone, candidata dalla Lega come sindaco del centrodestra, è «una lite imbarazzante» e «l’ora di una svolta».

Il governatore Attilio Fontana, che ha battuto con 21 punti di vantaggio Majorino alle Regionali del 2023, interpellato sull’ipotesi che si candidi a Palazzo Marino sostiene che «sicuramente rappresenta un certo mondo dalla sinistra, per cui è molto identificato. Credo che, se sarà lui, potrà essere un candidato forte». In lizza c’è anche la vicesindaco Pd Scavuzzo che ieri ha auspicato che «ora si possa entrare nel merito delle idee e delle proposte, oltre che giocare sui nomi o sui posizionamenti o sul chi sta con chi».

Chiara Campo