L’ultimo capitolo delle indagini sull’attentato alla sinagoga di Roma avvenuto il 9 ottobre 1982, in cui perse la vita Stefano Gaj Tachè e dove rimasero ferite altre 40 persone, sta ormai per avviarsi a conclusione. Risultano infatti cinque gli indagati che ora rischiano il processo. L'avviso di chiusura indagini riguarda, infatti, Abou Zayed Walid Abdulrahman, Abed Adra Mahmoud Khader, Abassi Souheir Mohammad Hassan Khalil, Hamada Nizar Tawfiq Mussa, Abu Arkoub Omar Mahid Abdel Rahman. Come spiega la Procura di Roma, l’inchiesta si è svolta in cooperazione con l’Autorità Giudiziaria francese, anche con la creazione di una Squadra Investigativa Comune istituita l'8 febbraio 2023. Qua sono emerse delle similitudini tra l’attentato perpetrato nella capitale e quello del 9 agosto 1982 presso il ristorante “Jo Goldenberg”, nel quartiere ebraico del IV Arrondissement di Parigi.
“Le evidenze hanno consentito di confermare la collocazione dell’evento nella strategia dell'organizzazione di Abu Nidal, di far emergere le convergenze oggettive e soggettive tra gli attentati di Roma e Parigi del 1982 - si legge in una nota delle Procura di Roma sulla chiusura delle indagini relative all'attentato in Sinagoga del 1982 - di individuare quindi gli appartenenti all'organizzazione che si ritiene abbiano contribuito al compimento dell'attentato alla Sinagoga di Roma, concorrendo con diversi ruoli e funzioni: decisione e supervisione, organizzazione e logistica, contributo operativo”.
In occasione di questa inchiesta sono stati fatti accertamenti con mirate attività tecniche e acquisizione di testimonianze e documentazione, oltre alla rilettura, all'analisi e al raffronto con gli atti istruttori e dibattimentali dell'epoca, le fonti diplomatiche e giornalistiche, i documenti di archivi privati e pubblici in merito sia all'attentato in questione che degli altri compiuti a Roma in quegli anni e riconducibili alla stessa organizzazione. L'avviso di chiusura indagini riguarda Abou Zayed Walid Abdulrahman, 68enne, detenuto in Francia e a giudizio per la strage del 2 agosto 1982 di Rue des Rosiers a Parigi; Abed Adra Mahmoud Khader, 71enne palestinese residente in Cisgiordania; Abassi Souheir Mohammad Hassan Khalil, 74enne di origine palestinese residente in Giordania; Hamada Nizar Tawfiq Mussa, 65enne di origine palestinese residente in Giordania; Abu Arkoub Omar Mahid Abdel Rahman, 66enne di origine palestinese, residente in Giordania. Si ipotizza che abbiano agito in concorso anche con Alhamieda Rashid Mahmoud alias Fouad Hijazy, Maher Said, Al Awad Yousif alias Arabe El Arabi Tawfik Gamal, deceduti.
“I documenti evidenziano come l'attacco, compiuto da Abu Nidal sotto la sigla R.O.S.M., fosse stato preceduto da precise informative: già dal 10 dicembre 1985 i vertici della sicurezza erano a conoscenza di un possibile attentato a Roma, e il 18 dicembre il Sismi segnalava il trasferimento operativo di terroristi addestrati in Iran e provenienti da Damasco verso l'aeroporto della Capitale”, dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone. "Quanto emerso oggi ribadisce l’urgenza di proseguire con determinazione l’operazione di trasparenza avviata con le direttive Draghi e rinvigorita dal governo Meloni. I fascicoli Sismi-Olp hanno iniziato a svelare i retroscena di quegli anni, ma non possiamo fermarci qui - aggiunge -.
Queste novità rappresentano un ulteriore e decisivo motivo per continuare l’opera di declassificazione dei documenti relativi ad Abu Nidal e alla sua organizzazione terroristica ed è un dovere verso le vittime e i feriti di quell'orrore - conclude completare la ricostruzione della verità, rimuovendo ogni ultimo velo di segretezza sulle pagine più drammatiche della nostra storia repubblicana".