Un pomeriggio di ordinaria follia, quello di domenica 16 agosto, per i fatti che si sono svolti prima nel carcere della Dogaia di Prato e poi nel pronto soccorso cittadino. Protagonista della vicenda, in negativo, un uomo di nazionalità marocchina che è stato colto nel tentativo di lanciare un plico contenente una sostanza stupefacente.
L’arresto e il ferimento
Mentre l’uomo stava lanciando questo piccolo pacco dall’esterno del carcere e verso l’interno (ovviamente indirizzato a qualche detenuto), è stato prontamente fermato e arrestato. Nel tentativo di fuga, però, è caduto e ha riportato alcune lesioni che hanno avuto bisogno delle cure dell’ospedale Santo Stefano. Mentre si trovava in pronto soccorso per le cure del caso, l’uomo ha provato nuovamente a fuggire e in quel momento un agente della polizia penitenziaria ha esploso tre colpi di pistola, uno dei quali ha colpito il detenuto a una gamba.
Indagini in corso
Subito dopo, sul posto sono arrivati gli agenti della polizia scientifica per l’esatta ricostruzione dei fatti. oltre a carabinieri, polizia e uomini della vigilanza privata dell’ospedale. Si sono aperte le indagini “per chiarire la dinamica dei fatti. La situazione di illegalità attorno al carcere si perpetua”, scrive il procuratore Luca Tescaroli. È stata tanta la paura dei pazienti ma anche del personale sanitario presente al pronto soccorso, che è rimasto chiuso temporaneamente, anche se non c’è stato nessun coinvolgimento diretto con l’uomo che tentava la fuga e l’agente.
“Vicinanza al personale”
Per sicurezza, però, alcune ambulanze sono state spostate negli ospedali di Firenze e Pistoia. Della vicenda si sta occupando anche l’Asl Toscana Centro che ha espresso “la propria vicinanza al personale medico e sanitario del pronto soccorso e profondo rammarico per gli utenti”. Dalla direzione aziendale e dalla direzione dell’ospedale Santo Stefano è arrivato il ringraziamento a tutto il personale sanitario per “la professionalità e la tempestività con cui ha gestito una situazione di particolare complessità ed eccezionalità”.
Violenze anche in altri ospedali
Purtroppo, come anticipato, non si è trattato di un caso isolato di violenza: sempre nella stessa giornata, infatti, al pronto soccorso dell’ospedale Versilia un infermiere ha subìto un’aggressione e anche altre segnalazioni sono arrivate dalla provincia di Pistoia. Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Toscana hanno denunciato “una situazione ormai non più tollerabile, soprattutto nei servizi di emergenza-urgenza, e chiedono interventi strutturali per prevenire aggressioni e garantire la sicurezza del personale sanitario. Proteggere chi cura significa proteggere il diritto alla salute di tutti”: per gli infermieri toscani gli ospedali devono tornare a essere luoghi di cura, rispetto e sicurezza, senza che la tutela dell’assistenza dipenda soltanto dalla disponibilità e dal senso di responsabilità degli operatori”.
