Arrestata dai carabinieri del Nucleo Radiomobile una ragazza di 24 anni, accusata di tentato omicidio e lesioni personali aggravate. Nel corso della serata di ieri, infatti, la giovane, che si trovava alla guida di un’auto, ha investito un bambino di 5 anni. Subito dopo l’incidente, si è data alla fuga, facendo scattare le ricerche delle forze dell’ordine.
Stando a quanto riferito fino ad ora, il fatto si è verificato sabato sera, intorno alle 22.30. La 24enne stava percorrendo via Pinelli, zona Cit Turin, quando si è imbattuta in una famiglia che stava attraversando la strada. Il piccolo di 5 anni è stato purtroppo travolto.
Sconvolta da quanto accaduto, la giovane si è data alla fuga, mentre chi si trovava nelle vicinanze ha invece aiutato la famiglia.
Sul posto si sono precipitate le forze dell’ordine e gli operatori sanitari del 118, che hanno stabilizzato il bambino, trasportandolo poi in ambulanza all’ospedale Regina Margherita. Il minore è arrivato in pronto soccorso con codice rosso. Successivamente si è saputo che il bimbo è sempre stato vigile. A quanto pare l’incidente ha causato un trauma toracico e addominale.
Intanto i carabinieri hanno rintracciato la 24enne, arrestandola.
Si tratta di Camilla D’Alessandra e vive a Nichelino nel Torinese. È stata arrestata con le accuse di tentato omicidio e lesioni personali aggravate ed è ora nel carcere diTorino. Indagini sono in corso anche sul rapporto fra l’uomo e la24enne, per ricostruire eventuali ragioni dietro il gesto. In passato la giovane era stata vittima di stalking e maltrattamenti, fatti per i quali un altro suo ex compagno è stato condannato in via definitiva.
Secondo le ultime ricostruzioni, la 24enne aveva appena litigato con l’ex - che si trovava con un’altra donna, il bambino e una bambina - quando ha ingranato la marcia ed è partita, investendo il bimbo.
Intervistato da Ansa, l’avvocato Cristian Scaramozzino, legale della donna, non esclude invece la possibilità che sia stato un incidente. “Il fatto che la ragazza e il padre del bambino si conoscessero, non esclude automaticamente l’incidente. Quella dell’incidente è un’ipotesi che terrei in piedi, con la particolarità che le persone si conoscessero”, ha dichiarato. “Sembrerebbe che il padre del piccolo l’abbia riconosciuta e che da lì sia emersa la contestazione di volontarietà del gesto. Io non so in che rapporti fosse col padre del bambino, non so se sia l’ex compagno. So soltanto che sarebbe stato quest’uomo a dire di conoscerla. Non so se nel momento di panico di vedere l’accaduto il padre abbia detto ‘la conosco, l’ha fatto apposta’, o se sia stata una coincidenza”.
Quanto alla madre della giovane, la donna ha affermato che la figlia non è scappata dal luogo dell’incidente. “Non so se sia scesa dall’auto subito, ma poi era sul luogo dell’incidente, da ciò che sappiamo, ed è lì che è stata fermata. Non so se a cento metri o a un metro da dove c’era il bimbo”, ha aggiunto l’avvocato. “Sembrerebbe che in auto con lei ci fosse un compagno, un amico, e che alla guida ci fosse però lei”.
Ai microfoni di AdnKronos Scaramozzino ha inoltre affermato di conoscere la ragazza e di non crederla capace di un gesto così terribile. “Bisognerà vedere bene la dinamica, forse dopo una lite con l’ex è partita bruscamente con l’auto ma non penso volesse colpire il bimbo”, ha dichiarato. ‘“Domani cercherò di andare a trovarla”.
La giovane si trova al momento reclusa dietro le sbarre del penitenziario Lorusso e Cutugno di Torino. Il piccolo, che non è in pericolo di vita, ha ricevuto una prognosi di 30-40 giorni.
