Un uomo buono e molto sensibile. Con queste parole i volontari della Comunità di Sant’Egidio di Caserta ricordano Guido Roviello, il clochard 62enne ucciso per pochi soldi nel centro del comune campano non molto distante dalla Reggia.
Una morte che ha lasciato l’intera cittadinanza di Caserta sotto shock. Non solo per il violento pestaggio a cui è stato sottoposto Roviello, ma soprattutto per l’indifferenza di chi ha assistito all’aggressione senza intervenire. Una violenza che, grazie ai filmati amatoriali e delle telecamere della zona, ha permesso alla Guardia di Finanza di arrestare un senzatetto rumeno di 40 anni con l’accusa di omicidio volontario aggravata dai futili motivi.
Sebbene sia morto venerdì 21 agosto, l’aggressione è avvenuta intorno alle 15 del pomeriggio di mercoledì scorso. Roviello si trovava in piazza S. Anna seduto su una panchina accanto ad un altro uomo. I due stanno conversando, ma all’improvviso la discussione si fa più accesa. La causa scatenante sembra essere un debito non pagato di appena 50 euro che l’uomo voleva riavere iniziando a sottrarre a Roviello i pochi soldi di elemosina raccolti in giornata. Nelle riprese si vede l’altro assestare un colpo a Roviello così violento da farlo cadere a terra. Mentre era ancora disteso, l’aggressore ha infierito prendendolo a calci sulla testa e al torace. Dopo lo ha sollevato e gli ha inferto un altro pugno violentissimo in faccia. I traumi subiti lo hanno lasciato agonizzante per giorni. L’aggressore è stato posto in stato di fermo e il gip ha disposto la misura cautela della custodia in carcere.
Per tanti anni, Roviello aveva lavorato in paese come cameriere prima di perdere il lavoro e ritrovarsi a vivere per strada. Qualche tempo dopo gli era stato offerto un tetto nel vicino comune di Maddaloni e aveva iniziato a frequentare la chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Caserta, dove si recava a mensa. Si era fatto conoscere anche dalla sezione locale della Comunità di Sant’Egidio presso cui faceva la doccia e aveva fatto amicizia. Sulla pagina facebook l’associazione ha pubblicato in sua memoria una foto di Roviello sorridente che fa il gesto di vittoria, segno della sua speranza di ricominciare una nuova vita. Nel 2019 aveva subito un’altra aggressione che gli aveva provocato diverse fratture: in quell’occasione era stato aiutato dai volontari dell’associazione «Angelo degli Ultimi», tornando poi a vivere in strada.
