La Scala del calcio compie cent’anni e per ammirarla con le famose «luci a San Siro» accese, oggi le visite al museo e la Skywalk, la passeggiata con vista del campo a 55 metri d’altezza e tra le mitiche travi rosse, prolungano l’orario di apertura fino a tardi. Dalle 9.30 alle 23.30 (ultimo ingresso alle 23, i biglietti on line sono limitati). Era il 19 settembre del 1926 quando lo stadio nato per volontà del presidente del Milan Piero Pirelli aprì i cancelli per un derby amichevole contro l’Inter, perso ahimè in casa 3 a 6 dai rossoneri. Da allora il Meazza è cresciuto in verticale come Milano, dai 35.000 posti del 1926 ai tre anelli. Ma è un compleanno dolceamaro visto che, come si sa, dopo sette anni di polemiche, petizioni, dibattiti pubblici e ricorsi, il 30 settembre di un anno fa il consiglio comunale ha approvato la vendita a Milan e Inter dando il la all’operazione del nuovo stadio, rogito firmato il 5 novembre. Alla fine sopravviverà solo il 9% del Meazza.
Bisogna attendere fine ottobre-inizio novembre per scoprire i primi rendering del nuovo stadio da 71.500 posti (13.500 premium) firmato dall’archistar Norman Foster e David Manica che hanno già progettato insieme il nuovo Wembley a Londra. Il cronoprogramma è serrato, non si può sgarrare sui tempi per non rischiare che Milano sia esclusa dal dossier degli impianti di Euro 2032 che si giocheranno tra Italia e Turchia. Il Comune di Milano ha pubblicato a luglio l’avvio del procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (Vas) sulla proposta di Piano Attuativo presentato da Milan e Inter e con la Regione si è impegnato a concludere tutto l’iter necessario per le autorizzazioni entro 560 giorni. I primi cantieri, a meno di sorprese, si apriranno nella seconda metà del 2027 e il nuovo stadio sarà pronto a fine 2031. Anche se per vedere completato il maxi progetto di trasformazione dell’area in una cittadella aperta 7 giorni su 7 con uffici, albergo, spazi commerciali e sportivi, verde diffuso bisognerà attendere il 2035. La demolizione del Meazza, e quindi la seconda parte del piano, potrà iniziare solo una volta che sarà pronto il nuovo campo per le partite di Campionato. L’investimento complessivo si aggira intorno a 2,1 miliardi.
I comitati del «no» non si arrendono e hanno organizzato proprio nel giorno del centenario una manifestazione, promossa tra gli altri dal Coordinamento tutela parco Ovest, Italia Nostra, Wwf Lombardia, Gruppo Verde San Siro. «Milano non è in vendita» è lo slogan, l’incontro è alle 15 all’ex ippodromo La Maura e da lì il corteo raggiungerà con cartelli e striscioni il Parco dei Capitani dove sorgerà il San Siro bis. Intanto, club e comitati attendono (con opposte aspettative) la sentenza del Tar sui cinque ricorsi (che sono stati accumulati dai giudici) contro la vendita e la trasformazione del Meazza. Last but not least, la consigliera della Lega nel Municipio 7 Lucrezia Ferrero ha richiesto la convocazione di un consiglio straordinario sui problemi legati a San Siro, dal caos mobilità in occasione dei concerti estivi ai problemi di degrado, sporcizia e sicurezza denunciati dai residenti in piazza Axum, «molto spesso i tifosi lanciano petardi e fumogeni sia nella piazza che all’interno dei cortili condominiali». Ma oggi è giorno di festa.
